Il socio AIFIL chiede una struttura preposta ad erogare dei servizi. Giorgio Fallica ci parla del futuro di AIFIL.

di Sergio Arioli - 30 novembre 2010
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Giorgio Fallica, il Segretario uscente, intervistato da Sergio Arioli per AIFILINFORMA, ci parla del possibile futuro di AIFIL: Ho la sensazione che stia per chiudersi l’epoca degli idealismi, del coinvolgimento dettato dall’orgoglio e dal senso di appartenenza, e che si stia aprendo una nuova epoca in cui il Socio percepisce l’Associazione come struttura preposta ad erogare dei servizi la cui contropartita è, concretamente, la quota associativa”.

Il 22 luglio 2010, presso la Segreteria Nazionale AIFIL, gli Associati dell’Area 1 (Lombardia) si sono riuniti in Assemblea per il rinnovo delle cariche.  L’Assemblea ha eletto all’unanimità Andrea Solinas nuovo Segretario. Giorgio Fallica resta comunque all’interno del Consiglio Territoriale insieme a Ornella Pelucelli (nuovo Vicesegretario) e Carlo Venegoni Consigliere.

Dopo la relazione del Segretario uscente Giorgio Fallica [non rieleggibile], si è sviluppato un dibattito sul ruolo di AIFIL nella situazione attuale del mercato delle insegne.

Le domande di Arioli le risposte di Fallica.

Giorgio, dopo due mandati consecutivi oggi consegni la segreteria territoriale ad Andrea Solinas, qual è il tuo stato d’animo?

“Sei anni da Segretario Territoriale dell’Area 1 sono difficili da riassumere, è un vero percorso di vita fatto di  lavoro, amicizie, sacrifici e soddisfazioni, battaglie, successi e sconfitte, che lasciano una traccia indelebile per tutta la vita”.

Qual è la situazione del mercato delle insegne in Italia e in Lombardia e quali sono, a tuo avviso, gli effetti della crisi economica?

A prescindere dalla crisi recente, il settore delle insegne luminose è in via di trasformazione: il mercato tradizionalmente polverizzato si è avviato ad un lento ma progressivo consolidamento, l’attività si è spostata più match supreme txt femmes decisamente dall’artigianato verso l’industria. L’arrivo dei led ha rivoluzionato completamente le tecnologie dopo oltre un secolo di sostanziale stasi inducendo modifiche sostanziali nell’organizzazione delle imprese, nei processi e produttivi e nelle professionalità degli addetti.

Le istituzioni adeguano con sufficiente rapidità leggi, regolamenti e normative ai cambiamenti?

L’eterno confronto con le amministrazioni pubbliche è altresì evoluto: l’assidua e costruttiva ricerca di dialogo da parte di  AIFIL ha aperto sempre maggiori spazi di concertazione, agevolata anche dalle difficoltà della finanza pubblica locale che negli ultimi anni ha dovuto rivedere parzialmente le proprie posizioni “oscurantiste”.

La Lombardia è la regione forse più sensibile ai cambiamenti e consente di captare prima che altrove le tendenze. Cosa vedi nel futuro di AIFIL?

In questo quadro è cambiata profondamente anche AIFIL. Nella mia esperienza territoriale ravviso tendenze che ritengo siano rappresentative dei cambiamenti su scala nazionale: in particolare, il progressivo disimpegno dei Soci e la scarsa partecipazione alle attività associative sono elementi di grande preoccupazione per il futuro stesso dell’Associazione.

Da cosa si originano questi mutamenti nel rapporto fra gli associati e l’associazione?

Da un lato, i cambiamenti esterni all’associazione permettono forse di spiegare in parte la disaffezione della base e di dare spunti importanti per riflettere sul futuro di Aifil. Ho infatti la sensazione che si stia per chiudere l’epoca degli idealismi, del coinvolgimento dettato dall’orgoglio e dal senso di appartenenza, e che si stia aprendo una nuova epoca in cui il Socio percepisce l’Associazione come struttura preposta ad erogare dei servizi la cui contropartita è, concretamente, la quota associativa.

La base ha oggi più di ieri bisogno di trovare risposte concrete alle difficoltà di mercato sotto forma di prodotti e/o servizi a prezzi calmierati, formazione professionale, programmi formativi (anche a pagamento) in economia aziendale e strutture convenzionate per i servizi connessi alla gestione societaria.

Dall’altro lato, ritengo doveroso fare autocritica poiché la disaffezione della base associativa non può non essere in parte ricondotta alla capacità di coinvolgimento e animazione degli organi territoriali. Il tempo e l’energia necessari per tali attività si sono via via ridotti e, nel difficile bilancio tra vita privata, lavorativa e associativa, ho dovuto mio malgrado penalizzare quest’ultima concentrandomi su attività che ritenevo prioritarie.

AIFIL è finanziata esclusivamente dalle aziende associate e svolge la propria attività avvalendosi della loro collaborazione fattiva, delle loro conoscenze ed esperienze e, soprattutto, delle loro risorse umane e professionali. Coniugare gli obblighi nella propria azienda agli impegni familiari al lavoro nell’associazione è sempre più difficile per coloro che vogliono continuare a dare un contributo fattivo ad AIFIL. Della tua segreteria ricordo però alcuni successi importanti che evidenziano tutto il tuo impegno e quello dei tuoi più stretti collaboratori.

Annovero con orgoglio il successo nella revisione delle modifiche inopinatamente introdotte dalla legge 38/2004 (che di fatto imponevano lo spegnimento di tutte le insegne alle 22) e l’incessante intervento presso il Comune di Milano culminato con l’approvazione del nuovo Regolamento che per le insegne di esercizio semplifica e snellisce l’iter autorizzativo con l’introduzione della DIA amministrativa.

Quale riposta può dare AIFIL ai nuovi bisogni espressi dagli Associati?

La risposta può avvenire nel quadro di un rinnovamento “culturale” profondo in cui la concretezza e lo spirito di servizio ai Soci diventano il valore  centrale intorno al quale definire le priorità degli organi associativi.

Le mie analisi e raccomandazioni si fermano qui, non ho sufficiente esperienza in sede nazionale per andare oltre, tuttavia mi  pare che una maggiore concretezza volta ad erogare più servizi ai Soci abbia potenziali preziose ripercussioni sul bilancio dell’Associazione e possa avviare un circuito virtuoso di risanamento e di slancio in senso lato”

Cosa auguri al nuovo Segretario Andrea Solinas?

Andrea  è una vera istituzione di AIFIL, la sua Presidenza è stata memorabile, credo dunque che il miglior augurio per lui sia di lasciare nell’Area 1 lo stesso segno che ha lasciato al vertice dell’associazione.

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Giorgio Fallica

Giorgio Fallica

Giorgio Fallica, 43 anni, papà di due bimbe (Silvia, 7 anni, e Daniela, 4 anni), ha alle spalle una laurea in Economia e Commercio e da 12 anni dirige Defi Italia S.p.a, società leader nel settore delle insegne pubblicitarie.

Per due mandati consecutivi, dal 2004 al 2010, è stato Segretario Territoriale dell’Area 1.”

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