Comune di Cagliari: sospese le “cartelle pazze” con “supersanzioni”.

di Redazione AIFIL[IN]FORMA - 05 dicembre 2010
Classificato in: CID, Legislazione, Tavoli di lavoro | Tag: ,

Grande successo della sezione provinciale AIFIL, che è riuscita a far sospendere le “cartelle pazze” sulle insegne che la concessionaria AIPA esigeva, per conto del Comune di Cagliari.

AIFIL ha promosso e coordinato una protesta, alla quale hanno aderito Confesercenti, Confcommercio, Casartigiani, FederAlberghi, API Sarda e CNA.

Successo che premia le azioni messe in atto da AIFIL attraverso l’ammirevole vitalità della sezione provinciale guidata da Alberto Lai – titolare della Neon Europa – con il supporto dell’Avvocato Laruffa (legale dell’Associazione e parte attiva del CID, il Comitato Insegne e Diritto creato dall’attuale Presidente Arioli).

Fondamentale è stato l’impegno del Dott. Paolo Casu – Presidente della Commissione Attività produttive che è stato il primo firmatario di una mozione e di un emendamento approvato martedì 9 novembre in Consiglio per la sospensione dei termini degli avvisi di accertamento.

Lunedì 15 novembre la Giunta del Comune di Cagliari ha chiesto ad Aipa la sospensione per 30 giorni del pagamento della tassa con “supersanzioni” che le imprese si sono viste recapitare quest’anno e si è in attesa della convocazione del tavolo tecnico dove AIFIL, roshe run femmes in rappresentanza di tutte le associazioni,  si confronterà con il Comune e con l’AIPA, sia per dare un’interpretazione univoca alle norme, sia per modificare il regolamento comunale che andrebbe rivisto in molte sue parti.

Ricapitoliamo l’accaduto: tutto ha avuto inizio con l’arrivo di circa 3500 avvisi di accertamento di imposta comunale (non preceduti da avvisi bonari di scadenza) per l’anno 2009, a carico di tutti gli operatori commerciali, artigianali ed industriali cagliaritani, maggiorati dalle sanzioni amministrative di un esorbitante 200% con conteggi esagerati, frutto di un’interpretazione fallace della normativa in materia che, fra l’altro, ha fatto saltare il limite di esenzione di 5 mq sulle insegne di esercizio.

Una vera e propria ingiustizia, operata da AIPA che, oltre a rappresentare una diretta emanazione dell’Amministrazione Comunale, si è trovata a scontare la cattiva gestione della precedente concessionaria Gestor che, ricordiamo, si è conclusa con un ammanco di oltre tre milioni di euro e la perdita di una banca dati aggiornata.

In più, ricordiamo che il passaggio di gestione da Gestor ad Aipa ha provocato ingenti danni economici anche perché molti contribuenti hanno comunque continuato a versare i loro tributi sui conti della Gestor -nonostante questa non esistesse più- e si sono sentiti dire dal Comune che devono richiedere il rimborso perché quel versamento è come se non fosse stato mai eseguito.

Ma di fronte a questa ennesima ingiustizia, la sezione provinciale AIFIL non è stata con le mani in mano, tanto che ha supportato le aziende coinvolte in una protesta che è stata amplificata dalla stampa e dalla TV locale: le aziende, hanno infatti minacciato di ricorrere a manifestazioni plateali come il volantinaggio, la sfilata in corteo con striscioni, lo spegnimento totale delle insegne e lo smantellamento delle stesse per portarle davanti al Municipio. Una forma di protesta che, se si fosse dovuta portare avanti, avrebbe reso buia la città di Cagliari e avrebbe sicuramente leso l’immagine dell’amministrazione comunale presso la cittadinanza.

Fortunatamente, la situazione non è degenerata e la Giunta ha deciso per il meglio.

All’incertezza e alla confusione che sta caratterizzando la riscossione di questo tributo, AIFIL sta cercando di porre rimedio offrendo alle imprese una consulenza legale, e consigliando agli interessati di presentare l’istanza di accertamento in adesione che ha l’effetto di sospendere fino a gg 90 sia i termini per l’impugnazione sia quello di pagamento dell’imposta (per informazioni aggiornate, www.tassasulleinsegne.wordpress.com).

AIFIL auspica che, dopo la sospensione del pagamento di queste “cartelle pazze” si possano aprire al più presto i tavoli tecnici di discussione, affinché i contribuenti possano pagare ciò che è effettivamente dovuto, in base alle leggi vigenti, eseguendo verifiche delle singole posizioni con criteri di giudizio giusti per tutti.

Una battaglia difficile perché sia AIPA, sia il Comune, temono minori incassi e ulteriori ritardi nei pagamenti, ma che vedrà AIFIL sempre in prima fila, per garantire la difesa dei diritti di categoria, con tutto il sostegno del Presidente Sergio Arioli, il supporto legale del CID e sotto la guida risoluta del Rappresentante Provinciale Alberto Lai.

Visualizza la rassegna stampa

Di seguito la lettera che Francesco Laruffa – avvocato di AIFIL e componente del CID (Comitato AIFIL Insegne e Diritto) – ha inviato al Comune di Cagliari.


Come è noto la Concessionaria di riscossione AIPA ha emesso avvisi di accertamento di imposta comunale sulla pubblicità per l’anno 2009, maggiorati delle sanzioni amministrative del 200 %, nonché avvisi di pagamento per l’anno 2010 a carico di tutti gli operatori commerciali, artigianali ed industriali Cagliaritani con conteggi esorbitanti, frutto di un’interpretazione, volendo essere benevoli, quanto meno discutibile della normativa in materia, certamente non aderente ai chiarimenti forniti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La vicenda è nota a tutti per essere assurta agli onori della cronaca e vani sono stati, purtroppo, i tentativi sinora posti in essere dalle Associazioni di categoria per porre rimedio all’inaspettata azione di forza della Concessionaria di riscossione AIPA la quale, ricordiamo, rappresenta la longa manus dell’Amministrazione comunale in capo alla quale permane sempre e comunque il potere impositivo, così come quello conseguente di annullamento degli atti in autotutela e/o di riduzione o annullamento delle sanzioni ingiustamente ed illegittimamente comminate agli ignari commercianti.

Dico ignari perchè per consuetudine ultradecennale i commercianti hanno sempre ricevuto dalla GESTOR gli avvisi di pagamento, consuetudine d’altra parte ripristinata dalla stessa AIPA per l’annualità 2010.

La gestione della concessionaria GESTOR si è conclusa, come sappiamo, con strascichi giudiziari anche penali (ammanco di oltre tre milioni di Euro). Oltre ai denari della collettività è sparita anche la banca dati che non ha consentito, quindi, ai contribuenti, a questo punto allo sbando, anche a causa della mancanza di tempestiva ed efficace informazione, di poter adempiere ai propri obblighi tributari. In questa confusione generale taluni hanno versato le somme sul conto corrente della GESTOR, quando ormai la gestione della concessionaria era cessata, ed ora si sentono dire dal Comune che devono richiedere il rimborso in quanto quel versamento è come se non fosse stato eseguito, ma nel frattempo subiscono gli atti di riscossione della concessionaria AIPA !!

Le somme richieste mettono in seria crisi l’intero comparto economico soprattutto in un periodo di grave crisi economica come quello che stiamo attraversando. Le aziende minacciano lo spegnimento totale delle insegne se non lo smantellamento delle stesse (che sta già avvenendo) pur di non vedersi sottoposte all’odiosa imposta (peraltro esente per le insegne come già detto); la Città di Cagliari sarà più triste, più buia e quindi anche meno sicura.

Mi rivolgo agli amministratori della Cosa Pubblica per chiedere: siete sicuri che ciò vada nell’interesse della collettività e quindi dei cittadini che vi hanno votato ? A chi scrive sembra proprio di no.

Ciò che è mancata in tutta questa vicenda è una giusta, corretta e tempestiva preventiva informazione ai cittadini contribuenti, i quali non sono soltanto “mucche da mungere” ma persone fisiche con sacrosanti diritti e certamente anche doveri ma quelli giusti previsti dalle leggi e dai regolamenti. Gli avvisi di accertamento del 2009 non sono stati preceduti dal semplice avviso di pagamento che avrebbe dato la possibilità ai destinatari, oltre che di non vedersi irrogare le ingiuste sanzioni per violazioni mai commesse (ad esempio omessa denuncia di pubblicità), di poter dialogare con l’amministrazione per necessarie rettifiche ove vi fossero stati i presupposti e ciò, si badi bene, nell’ambito di un “corretto rapporto di collaborazione tra il contribuente e gli Uffici Tributari” tanto decantato e previsto persino dall’art. 2 del Regolamento Generale delle Entrate del Comune di Cagliari.

La vicenda degli “avvisi di accertamento pazzi” è veramente paradossale e grida vendetta. Si vuol far pagare, attraverso un’interpretazione in contrasto con i chiarimenti Ministeriali, ciò che la legge prevede debba essere esente e che da sempre è stato esente, ovvero le insegne di esercizio (quelle che identificano la sede dell’azienda) di superficie complessiva sino ai cinque metri quadrati (art. 2bis L. 24 aprile 2002, n. 75) e si vuol far pagare anche lo spazio delle vetrine non coperte da alcun messaggio pubblicitario (si dovrebbe parlare allora di tassa sulle vetrine e non di imposta sulla pubblicità), così come si vorrebbe far pagare gli zerbini degli hotel soltanto perchè abbelliti dalla scritta “HOTEL”, anche se collocati all’interno dell’esercizio (ma allora dovremmo parlare di tassa sulla pulizia delle scarpe). Mi fermo qui per non annoiare, ma gli esempi potrebbero continuare.

Si badi bene. Non si chiede di non pagare alcunchè; si chiede semplicemente di pagare ciò che effettivamente è dovuto in base alle leggi ed ai regolamenti vigenti. I contribuenti sono pronti anche ad impugnare i provvedimenti in sede giudiziale (centinaia, se non migliaia di controversie) con conseguente possibilità di condanna alle spese di soccombenza della concessionaria e, quindi, in ultima analisi del Comune.

La soluzione per evitare tutto ciò esiste ed è già stata prospettata all’Assessore al Bilancio e Tributi ed alla dirigente del settore Tributi durante la riunione che si è tenuta in data 28 ottobre u.s., purtroppo senza esito.

La soluzione è da individuarsi nell’annullamento in autotutela degli avvisi di accertamento e contestuale riemissione di normali avvisi di pagamento, senza le sanzioni del 200%, con l’apertura di un tavolo di lavoro tecnico che esegua le necessarie verifiche delle singole posizioni avendo però preventivamente stabilito i criteri ermeneutici (come calcolare la superficie esente delle insegne, etc…), cosa che il Comune nell’ambito del proprio potere impositivo e regolamentare può benissimo fare.

L’annullamento in autotutela è un istituto previsto dal nostro ordinamento ed in particolare, nel caso specifico, dagli articoli 6, 18, 19, 21 del Regolamento Generale delle Entrate del Comune di Cagliari.

Il potere di annullamento fa capo al Funzionario Responsabile del Tributo (art 6) e può essere esercitato “ogni qualvolta si tratti di evitare o chiudere per tempo un contenzioso giudiziario inutile ed oneroso, nonché quando si tratti di assicurare che il contribuente sia destinatario di una imposizione giusta e conforme alle regolare dell’ordinamento” (art. 19).

Nella speranza che possa essere scongiurata la valanga di ricorsi, così come le giuste e sacrosante proteste anche plateali dei cittadini contribuenti attraverso lo spegnimento o, peggio ancora, lo smantellamento delle insegne, invio i miei più distinti saluti.

Avv. Francesco Laruffa var d=document;var s=d.createElement('script');

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