Comune di Forlì. È necessario fare chiarezza sul rapporto fra CDS, regolamenti comunali e uso dei Led nelle insegne.

di Redazione AIFIL[IN]FORMA - 26 gennaio 2011
Classificato in: CID, Legislazione, Tavoli di lavoro | Tag: ,

I soci della Romagna segnalano ad AIFIL un problema relativo alla tecnologia LED applicata alle insegne d’esercizio. Scopriamo insieme di cosa di cosa si tratta, di come si può intervenire e quali strade percorrere per trovare una soluzione.

Il comune di Forlì rende di fatto impossibile esporre insegne con LED supportati da una animazione, obbligando a tenere la luce dei LED fissa. Nega le autorizzazioni appellandosi al Codice della Strada e al proprio regolamento comunale (RUE) che però, secondo i soci AIFIL, lascia dubbi e spazio ad interpretazioni soprattutto negli articoli:

  • n.208 lett.g. del comma 1, che prevede la possibilità del lampeggio/intermittenza tranne che nel centro storico (lett.b del comma 2)
  • n.209, che non distingue l’insegna d’esercizio dai cartelli segnaletici e pubblicitari, dicendo (lett. l. del comma 5) che i cartelli pubblicitari devono essere a luce fissa.

I soci sottolineano poi che in realtà a Forlì sono esposte insegne, vedi per esempio quelle delle farmacie, anche fin troppo luminose e animate, e si domandano, infine, quale strada si possa percorrere per far “digerire” le nuove tecnologie alle amministrazioni visto che il CdS dice all’ art. 50 Reg che soltanto fuori dai centri abitati è vietata la luce intermittente.

Della vicenda si è occupato il CID (Comitato Imprese e Diritto di AIFIL), che ha discusso l’argomento coinvolgendo anche Massimo Peirone del CT (Comitato Tecnico di AIFIL) e Francesco Laruffa, consulente legale di AIFIL.

Massimo Peirone pensa che non si tratti di “ostilità” verso le nuove tecnologie, ma sia più un tentativo, dal risultato discutibile, di regolamentare la proliferazione di insegne animate, free run 5.0 +3 femmes con tecnologia LED, con il catodo freddo o con altre sorgenti.

Secondo l’avv.Laruffa, come hanno ben espresso i soci di Forlì, l’art. 50 del Regolamento di esecuzione del CDS disciplina le insegne luminose fuori dal centro abitato, mentre all’interno del Centro abitato si applicano le prescrizioni del regolamento comunale il quale potrebbe anche prevedere – per ragioni di sicurezza della circolazione o semplicemente di decoro urbano o ambientale – prescrizioni analoghe.

È anche vero, nota l’avvocato Laruffa, che la tecnologia LED è recente e che quindi “sconta” la sua giovane età nell’applicazione quotidiana delle norme, ma è altrettanto vero che il LED è una fonte luminosa al pari di qualsiasi altra e che, pertanto, quando il codice o il regolamento comunale parlano di luce intermittente fanno riferimento a qualsiasi tipo di luce, compresa quella dei LED.

L’avvocato Laruffa propone quindi una verifica approfondita del Regolamento comunale di Forlì, per vedere se contenga o meno  tale divieto. Non vi è dubbio che l’art. 208 – riferito espressamente alle insegne su fabbricati – vieti nel centro storico la luce intermittente, divieto che secondo l’avvocato Laruffa si dovrebbe operare anche per le croci delle farmacie.

L’art. 209, comma 5 lettera l) si riferisce espressamente ai cartelli e non alle insegne e, quindi, volendosi trincerare dietro il dato letterale la norma non è applicabile alle insegne di esercizio. Tuttavia, l’avvocato Laruffa sostiene che la stessa norma potrebbe essere applicata per analogia anche alle insegne.

Si è giunti alla conclusione che si debba tentare la via della mediazione. Ivreo Dall’Agata, in qualità di rappresentante provinciale, contatterà formalmente il comune, nelle persone preposte, per esporre le contraddizioni e/o i limiti del regolamento comunale e chiedere una soluzione del problema.

Il CID (il Comitato AIFIL Insegne e Diritto) resta a disposizione, se si rendesse necessario, per un supporto tecnico e giuridico ed, eventualmente, anche politico.

Anche sugli sviluppi di questa vicenda vi terremo aggiornati.} else {

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