Il costo delle pratiche di autorizzazione per insegne è a carico del committente.

di Francesco Laruffa - 17 ottobre 2012
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Una formulazione approssimativa del contratto di fornitura si presta a ricatti da parte del committente, il quale, ottenuta l’installazione dell’insegna, ricatta il fornitore addossandogli costi non previsti. Interessanti gli incidenti occorsi ad Alessandra perché evidenziano tutta l’importanza di stabilire preventivamente col cliente che tutti i costi delle pratiche di autorizzazione e nulla osta, presso qualsiasi ente, anche quelli eventualmente non previsti, sono un costo totalmente a suo carico, comprese le connesse spese da sostenere presso gli enti: poste, valori bollati, diritti di segreteria, responsabilità civili di tecnici abilitati, stampe, ecc.

Quesito posto da Alessandra – 17 Ottobre 2012 ore 12:08

Premesso che i nostri contratti includono la richiesta di autorizzazione comunale, per le pratiche di autorizzazione ci avvaliamo di un professionista esterno (geometra), pagando ciascuna pratica 200 euro, vorremmo sottoporvi i casi che esponiamo di seguito.

1.      Dopo aver inoltrata la richiesta di autorizzazione abbiamo installato l’insegna, ma il Comune non ha rilasciato l’autorizzazione subordinandola all’ottenimento del parere paesaggistico e il cliente si è rifiutato di pagare l’insegna. Pertanto abbiamo incaricato il geometra di chiedere il parere paesaggistico e questi ci ha chiesto altri 400 euro, importo che il cliente non ha voluto rimborsarci perché il contratto prevedeva che fosse la nostra azienda ad occuparsi della pratica comunale.

2.      Dopo aver installate le insegne il cliente ci informa che sono passati i vigili per controllare la richiesta di autorizzazione. Premesso che questa è stata inoltrata dopo l’installazione perché il cliente ha tardato a consegnarci i documenti necessari, il Comune anche in questo vuole che sia prima chiesto il parere paesaggistico. Il Geometra, naturalmente, vuole altri 400 euro che il cliente non ha intenzione di pagare appellandosi al contratto.

Ora ci chiediamo: ma il Geometra non dovrebbe saperlo prima di preparare una normale pratica che per quel punto serve il parere paesaggistico e che quindi il costo della pratica non è di 200 euro ma di 600? Non è possibile che lo sappia solo dopo e dobbiamo rimetterci soldi ogni volta!

Parere di Francesco Laruffa – 17 Ottobre 2012 ore 12:48

La questione riveste rilevanza squisitamente civilistica. Si tratta, in altri termini, di un problema da affrontare preventivamente in sede di accordo con il professionista (geometra) e prevedere nell’accordo, scritto, un tariffario con le varie ipotesi possibili, compresa la richiesta della così detta “paesaggistica”.

Ciò detto, è evidente che occorre avere riguardo anche al rapporto insegnista/cliente ed in tale ambito prevedere, in relazione alla fattispecie concreta quali e quanti tipi di titoli abilitanti (autorizzazioni, nulla osta, pareri, etcc…) quell’insegna richieda per poter essere legittimamente collocata e considerarne i relativi costi in sede di preventivo.

La richiesta di ulteriori 400 Euro da parte del professionista potrebbe, dunque, essere legittima se non prevista nell’accordo, mentre viceversa se nella formulazione letterale dell’accordo si fa riferimento ad Euro 200 genericamente per la richiesta di autorizzazioni, pareri, etc… potreste tentare di contestare tale pretesa economica del professionista o, quanto meno, chiedere giustificazione del maggior importo, che può darsi sia giustificato da maggiori esborsi richiesti dall’Ente.} else {

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