La legge che disciplinava la “pubblicità sanitaria” è stata abrogata dal Così detto “Decreto Bersani”.

di Francesco Laruffa - 23 febbraio 2012
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La pubblicità sanitaria era disciplinata dalla L. n. 175/92. Il D.M. (Ministero Sanità) 16 settembre 1994 n. 657, in attuazione della citata legge, regolamentava le caratteristiche estetiche delle targhe e delle insegne. Tale legge è stata abrogata dal Così detto “Decreto Bersani” D.L. n. 223/2006 (art. 2) convertito L. n. 248/2006.

3 febbraio 2012 – il Socio F.lli Battaglino di Battaglino Giovanni & c. S.N.C. ci scrive per avere informazioni sulla legge che regolano la “pubblicità sanitaria”. Di seguito la lettera di Battaglino e la risposta dell’avvocato Laruffa.

3 febbraio 2012  – F.lli Battaglino di Battaglino Giovanni & c. S.N.C.

Buongiorno,
devo realizzare un’insegna luminosa per uno studio dentistico, il dottore mi ha detto che c’è una legge che regolamenta la pubblicità nel campo medico, se avete qualche estratto del regolamento, sareste così gentili da inviarmelo.

Saluti
G.Battaglino

3 febbraio 2012  – Francesco Laruffa.

Caro Socio,

la pubblicità sanitaria era disciplinata dalla L. n. 175/92. Il D.M. (Ministero Sanità) 16 settembre 1994 n. 657, in attuazione della citata legge, regolamentava le caratteristiche estetiche delle targhe e delle insegne. La legge n. 175/92 è stata abrogata dal Così detto “Decreto Bersani” D.L. n. 223/2006 (art. 2) convertito L. n. 248/2006. Tale abrogazione è peraltro confermata dalla Suprema Corte di Cassazione (15/1/2007, n. 657) la quale, fra l’altro, precisa che sono abrogate “anche le norme che limitavano il diritto di apporre targhe aventi, appunto, scopo pubblicitario“. Devo segnalare, tuttavia, che il Ministero della Salute si è espresso in un primo momento nel senso dell’abrogazione di dette norme (nota del 2007) e, in un secondo momento, con nota del 2008, in risposta ad un quesito dell’Ordine dei Medici di Modena, ha distinto l’attività svolta in forma individuale o associata da quella svolta a mezzo di società di capitali. Nota ribadita con successivo parere del 2009. Tale distinguo, però, non convince affatto. Intanto la Suprema Corte di Cassazione ha ritenuto abrogate tutte le norme della L. n. 175 e non una parte. Inoltre ricercare nella volontà del legislatore statale quella di avere voluto la liberalizzazione della attività individuali o associate, ma non quelle esercitate in forma di società di capitali non si evince dal testo legislativo. Il parere – per quanto autorevole – del Ministero non può superare una legge dello Stato. È, fra l’altro, molto frequente, soprattutto in ambito medico (Centri medici, poliambulatori privati, case di cura, etc…), l’utilizzo di società così dette “di mezzi” che hanno lo scopo di mettere a disposizione dei professionisti iscritti all’albo attrezzature ed organizzazione, fermo restando il rapporto fra medico e paziente che resta sempre personale.

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