Insegna e “fascione porta insegna”: cosa li distingue ai fini del pagamento dell’Imposta Comunale sulla Pubblicità?

di Francesco Laruffa - 31 maggio 2011
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La Risoluzione Ministeriale n. 231/E del 1997 ha sancito l’esclusione del “fascione portainsegna” dal computo della superficie soggetta a Imposta Comunale sulla Pubblicità.
Quando il fondo che supporta marchi e scritte costituisce un’estensione del messaggio pubblicitario, quindi parte dell’insegna, e quando va considerato come un elemento esterno, ossia mero supporto.

Il 31-05-2011 il Socio AIFIL Ivreo Dall’Agata ci scrive chiedendo quali sono a nostro giudizio le modalità di calcolo della superficie di insegna soggetta ad imposta comunale sulla pubblicità nel caso rappresentato dalle immagini che seguono. In seguito la lettera e la mia risposta.

Ivreo Dall’Agata – Martedì 31 Maggio 2011

Gentile redazione,

alleghiamo l’illustrazione di due insegne per le quali il comune di Forlì, tramite la concessionaria ICA, calcola il pagamento dell’imposta comunale sulla pubblicità considerando la superficie della minima figura geometrica in cui è circoscritto il mezzo pubblicitario, indipendentemente dal numero di messaggi in esso contenuti; in questo caso il rettangolo evidenziato con il tratteggio.

Gradiremmo una vostra valutazione della vicenda. Grazie mille.

Ivreo Dall’Agata

Socio AIFIL in Forlì dal 1990.

Francesco Laruffa – Martedì 31 maggio 2011

La questione si risolve appurando preventivamente se, dal punto di vista tecnico, la parte di colore nero possa ritenersi “fascione porta insegna”.

Su  tale argomento, infatti, la Risoluzione Ministeriale n. 231/E del 1997 che è scaturita da un Quesito posto da AIFIL (marchio LD Discount) e sottoposto dallo scrivente personalmente unitamente ad Andrea Solinas (attuale Segretario AIFIL Area 1) all’Allora dirigente Ministeriale Dott. DE Paulis, ha sancito l’esclusione di tale parte di superficie dal computo della superficie imponibile ai fini dell’Imposta Comunale sulla Pubblicità.

A questa Circolare hanno fatto seguito poi alcune pronunce delle Commissioni Tributarie – alcune favorevoli, altre contrarie – ed una importante pronuncia della Suprema Corte (7031/2002) la quale ha introdotto un ulteriore elemento di discrimine: l’assenza di richiamo pubblicitario del fascione (per forma dimensione, colore, etcc….) e/o la presenza di separazione grafica. In altre parole occorre verificare caso per caso che la superficie in  questione non rappresenti una “estensione del messaggio pubblicitario”, ovvero se il messaggio visivo che giunge all’utente sia costituito da un’unità testuale e grafica in cui tale superficie (il fondo nero) rappresenta un elemento significante e inscindibile dal resto dell’insegna.

Ciò detto per valutare, dunque, se sussistano o meno i presupposti  per instaurare un contenzioso, occorre fare una valutazione della tipologia del manufatto sulla base dei principi di cui sopra e valutare inoltre la convenienza economica di un eventuale contenzioso alla luce delle richieste economiche fatte dalla Concessionaria.

Avv. Francesco Laruffa

Il 31-05-2011 il Socio AIFIL Ivreo Dall’Agata ci scrive chiedendo quali sono a nostro giudizio le modalità di calcolo della superficie di insegna soggetta ad imposta comunale sulla pubblicità nel caso rappresentato dalle immagini che seguono. In seguito la lettera e la mia risposta.

Ivreo Dall'Agata - Martedì 31 Maggio 2011
Gentile redazione, 
alleghiamo l’illustrazione di due insegne per le quali il comune di Forlì, tramite la concessionaria ICA, calcola il pagamento dell’imposta comunale sulla pubblicità considerando la superficie della minima figura geometrica in cui è circoscritto il mezzo pubblicitario, indipendentemente dal numero di messaggi in esso contenuti; in questo caso il rettangolo evidenziato con il tratteggio. 
Gradiremmo una vostra valutazione della vicenda. Grazie mille. 
Ivreo Dall'Agata
Socio AIFIL in Forlì dal 1990.
Il 31-05-2011 il Socio AIFIL Ivreo Dall'Agata ci scrive chiedendo quali sono a nostro giudizio le modalità di calcolo della superficie di insegna soggetta ad imposta comunale sulla pubblicità nel caso rappresentato dalle immagini che seguono. In seguito la lettera e la mia risposta.

 
Ivreo Dall'Agata - Martedì 31 Maggio 2011
Gentile redazione,
alleghiamo l’illustrazione di due insegne per le quali il comune di Forlì, tramite la concessionaria ICA, calcola il pagamento dell’imposta comunale sulla pubblicità considerando la superficie della minima figura geometrica in cui è circoscritto il mezzo pubblicitario, indipendentemente dal numero di messaggi in esso contenuti; in questo caso il rettangolo evidenziato con il tratteggio.
Gradiremmo una vostra valutazione della vicenda. Grazie mille.
Ivreo Dall'Agata
Socio AIFIL in Forlì dal 1990.

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