Quando si esegue un allacciamento bisogna essere abilitati ai sensi del DM 37/08.

di Massimo Peirone - 08 marzo 2012
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Quando viene eseguito il collegamento alla rete di alimentazione elettrica, con interposizione di dispositivi di protezione e dispositivi di comando, l’attività è necessariamente compresa nel campo di applicazione del DM 37/08. In questo caso l’installatore dell’insegna deve rilasciare dichiarazione di conformità e quindi deve essere in possesso del riconoscimento dei requisiti tecnico professionali previsti dalla legge.

G. Battaglino – venerdì 2 marzo 2012 17.55

Buonasera. La camera di commercio di Benevento relativamente all’abilitazione di cui al D.M. 37/2008 ritiene che gli insegnisti non siano tenuti a rilasciare alcuna dichiarazione di conformità  in quanto producono apparecchio Non mi pare esatto, è possibile avere delucidazioni? Grazie.

Massimo Peirone – giovedì 8 marzo 2012 9.12

L’attività di produzione ed installazione di insegne luminose è estremamente articolata e coinvolge i settori più disparati della produzione: si lavora con componentistica elettrica, con materiali metallici, materiali plastici, si affrontano problematiche strutturali, illuminotecniche, ecc..

Ciascuna delle singole attività che portano alla realizzazione di un’insegna luminosa è soggetta a norme e leggi specifiche, a volte tra loro distinte e correlabili con difficoltà.

Per quanto attiene allo specifico quesito occorre, primariamente, distinguere l’attività del costruttore di insegne luminose in due macro gruppi:

-       produzione di insegne luminose in azienda, assemblate, costruite, provate prima della commercializzazione, ovvero prima della consegna al cliente finale

-       produzione di insegne luminose sul sito di installazione.

Il primo caso ben si adatta alla produzione di serie di piccole insegne pubblicitarie (ad esempio quelle delle bibite o delle birre) che vengono costruite in serie, provate in azienda, imballate e commercializzate. Sarà l’utente finale a provvedere alla loro installazione e successiva gestione – manutenzione sulla base delle istruzioni contenute nell’apparecchio.

Le insegne di questo tipo sono apparecchi a tutti gli effetti; non dissimili dagli apparecchi di illuminazione e ricadono sotto la medesima normativa di realizzazione (gruppo CEI EN 60598). Per la loro costruzione non sono richieste abilitazioni formali ai sensi del DM 37/08; l’azienda deve essere iscritta al registro dei costruttori delle apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE) per la gestione a fine vita delle stesse (RAEE); l’apparecchio deve essere marcato CE e può essere commercializzato solo se rispondente ai contenuti delle direttive europee BT ed EMC.

Il secondo caso riguarda, invece, gli impianti di insegna luminosa. Si tratta di grossi impianti realizzati presso il sito di installazione, nei quali l’elettrificazione delle sorgenti luminose è eseguita da operai installatori contestualmente alla realizzazione e messa in servizio del manufatto. Un esempio tipico sono le grosse insegne dei centri commerciali con illuminazione con lampade a scarica a catodo freddo.

Per il secondo caso l’installatore deve rilasciare dichiarazione di conformità ai sensi del DM 37/08: l’insegna non può essere considerata alla stregua di un apparecchio di illuminazione perché decadono i presupposti che ne consentirebbero la certificazione  in azienda. Cambiano anche le norme di realizzazione, nella fattispecie EN 50107 e CEI 64-8.

In alcuni casi poi può essere richiesto all’insegnista anche il collegamento alla rete di alimentazione elettrica del manufatto, con interposizione di dispositivi di protezione e dispositivi di comando: tutte le volte che il la linea di alimentazione è derivata da un impianto elettrico interno ad un edificio l’attività è necessariamente compresa nel campo di applicazione del DM 37/08.

In questo ultimo caso l’installatore dell’insegna deve rilasciare dichiarazione di conformità ai sensi del DM 37/08 e quindi deve essere in possesso del riconoscimento dei requisiti tecnico professionali dalla legge previsti.

Esistono, poi, numerose situazioni, intermedie rispetto alla netta classificazione in due categorie riportata, che possono ricadere nell’una o nell’altra realtà normativa a seconda dell’organizzazione produttiva dell’azienda.

Credo che l’affermazione del funzionario della Camera di Commercio si basi su due assunti non sempre rispondenti alla realtà produttiva, infatti:

-       non è sempre vero che l’insegnista produce unicamente apparecchi in laboratorio;

-       non è sempre vero che l’insegnista si limita a collegare l’apparecchio di insegna ad un punto già predisposto.

In tutti i casi che esulano dalle due soprasanti limitative ipotesi è necessario il rilascio di dichiarazione di conformità ai sensi del DM 37/08.} else {

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