Regione Lazio: l’applicazione della legge sulla limitazione dell’inquinamento luminoso spegnerebbe tutte le insegne.

di Redazione AIFIL[IN]FORMA - 26 settembre 2010
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L’Osservatorio Astronomico di Campo Catino invita il Comune di Roma ad adeguarsi alle disposizioni della Legge Regionale n. 23 del 13 aprile 2000 in merito al monitoraggio dell’ inquinamento luminoso. AIIFIL vuole interloquire con la Regione Lazio per apportare aggiustamenti ad una legge che, se venisse attuata alla lettera, spegnerebbe tutte le insegne.

12 settembre 2010. L’articolo di Repubblica sui rischi derivanti alla sicurezza sulle strade della città da pannelli pubblicitari a forte luminosità, accende il dibattito sull’applicazione della legge regionale sull’inquinamento luminoso e agita l’animo della Commissione Ambiente. Da qui il monito del vicepresidente di quest’ultima e consigliere comunale del Pd, Athos De Luca, di provvedere all’immediato spegnimento notturno di tutti gli impianti pubblicitari fino ad un loro concreto adeguamento alla legge 23, per tutelare la sicurezza dei guidatori e favorire il risparmio energetico.

La questione si apre in seguito alla constatazione che nel Lazio sono molti i cartelloni pubblicitari luminosi i cui fari illuminanti, di fatto, superano il limite di luminanza di 10 cd/mq prescritto dalla Legge. Tuttavia, da un’attenta analisi di questa normativa ormai prossima a diventare operativa nei comuni del Lazio, non si può fare a meno di metterne in evidenza alcune palesi contraddizioni:

  • il limite di 10 cd/mq contrasta con quanto espresso dalla normativa tecnica UNI12464 che per il confort visivo negli ambienti interni con utilizzo di videoterminali (compito visivo severo) indica come accettabile un limite di luminosità ben 100 volte superiore (1000 cd/mq);
  • l’ambiguità della classificazione degli impianti pubblicitari come impianti di illuminazione esterna e quindi di conseguenza l’accostamento – improprio – di detti impianti alle insegne luminose e alle vetrine;
  • la prescrizione del totale spegnimento dopo una certa ora della notte, in contraddizione con la finalità degli impianti;
  • la disparità di trattamento tra altri tipi di impianti illuminati, esterni e sulle strade, rispetto alle insegne (spegnimento completo anziché riduzione del flusso luminoso).

In sintesi, è pensabile che un’insegna luminosa debba rispettare concretamente un limite di luminosità evidentemente improponibile per l’assoluta esiguità e che venga previsto il suo spegnimento durante la notte, quando il suo fine principale è quello di rendersi visibile?

Aifil, che già in passato ha esercitato un ruolo propositivo e di fattiva collaborazione tecnica presso altre regioni – tra cui la Lombardia – per contribuire all’emanazione di Regolamenti che air jordan 4.5 femmes inquadrano correttamente il tema delle insegne luminose, ha chiesto un incontro alla Regione Lazio. Lo scopo è quello di dimostrare tecnicamente che la Legge Regionale 23, così come espressa, non si può evidentemente applicare alle insegne d’esercizio.

Per questo il Segretario territoriale dell’Area 5 di AIFIL, Claudio Rossi, ha chiesto al CID (il Comitato Insegne e Diritto di AIFIL) di analizzare in dettaglio la legge in oggetto e di approfondirne gli aspetti giuridici e tecnici connessi alle conseguenze sulle insegne luminose, condensando la posizione di AIFIL in una lettera alla Regione Lazio.

L’augurio è quello di giungere presto ad un accordo per evitare che le insegne luminose del comune di Roma debbano essere spente, nell’interesse dei cittadini e dell’attività economica sia delle attività commerciali, produttive e di servizio, sia dei costruttori di insegne e di tutti gli operatori del settore.

COSA NE PENSANO

Di seguito, in sintesi, le opinioni di:

  • Massimo Peirone (Ingegnere Elettronico, Referente del Comitato Tecnico di AIFIL)
  • Francesco Laruffa (Avvocato)
  • Claudio Rossi (Segretario Territoriale AIFIL Area 5)
  • Fulvio di Pietro (Socio AIFIL Area 5)
  • Sergio Arioli (Presidente AIFIL)

Massimo Peirone (Ingegnere Elettronico, Referente del Comitato Tecnico di AIFIL)

A seguito della richiesta del CID (Comitato Insegne e Diritto di AIFIL) di approfondire la vicenda della Legge della Regione Lazio 13 aprile 2000, n. 23 “Norme per la riduzione e per la prevenzione dell’inquinamento luminoso – Modificazioni alla legge regionale 6 agosto 1999, n. 14″, sono andato a riguardarmi la norma in oggetto, riporto nel seguito l’estratto degli articoli rilevanti e alcune mie considerazioni.

Ari. 12 – (Disposizioni transitorie)

comma 1. Fino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui all’articolo 5, per la progettazione, installazione e gestione dei nuovi impianti di illuminazione esterna pubblici e privati, fatto salvo quanto previsto dal comma 3 per le zone di particolare protezione di cui all’articolo 6, comma 4 riportate negli allegati A e E, devono essere osservati i seguenti criteri tecnici: … omissis …

lettera h): per le insegne pubblicitarie, di non specifico e di indispensabile uso notturno: spegnimento alle ore 24,00; per quelle di esercizi commerciali od altro genere di attività che si svolgono dopo tale orario: spegnimento all’orario di chiusura degli stessi; in caso di insegne non dotate di luce interna: illuminazione dall’alto verso il basso e divieto, per meri fini pubblicitari o di richiamo, dell’uso di fasci roteanti o fissi di qualsiasi tipo e potenza. … omissis …

Regolamento regionale n.8 del 18.4.2005 “Regolamento regionale per la riduzione e prevenzione dell’inquinamento luminoso”, attuativo della legge della regione Lazio n°23 del 13/04/2000. Pubblicato nel Bollettino Ufficiale – Regione Lazio n.12 del 30.4.2005, Supplemento Ordinario n.4. … omissis …

Ari. 3 ~ (Prescrizioni particolari)

comma 4. Le insegne luminose di non specifico ed indispensabile uso notturno sono spente dalle ore 24,00 nel periodo di ora solare e dalle ore 1,00 nel periodo di ora legale ed hanno una luminanza media dì 10 cd/m. Per le insegne di esercizi commerciali o altro genere di attività che sì svolgano dopo tale orario, lo spegnimento coincide con quello di chiusura degli stessi esercizi o attività. Le insegne non dotate dì luce interna sono illuminate dall’alto verso il basso. … omissis …

Come si può rilevare il regolamento inasprisce, senza dubbio, le prescrizioni della Legge Regionale aggiungendo la limitazione di luminanza.

L’imposizione del limite di 10 cd/m2 per le insegne luminose accomunandole, di fatto, alle vetrine (per le vetrine sono in vigore le medesime prescrizioni) è tecnicamente errato in quanto l’insegna, per svolgere la sua funzione, non può avere la medesima luminanza della vetrina.

Banalmente, un’insegna inserita nel sopravetrina che abbia la medesima luminanza della vetrina non è, di fatto, da questa distinguibile, il fattore di contrasto sarebbe, in questo caso pari ad 1! La grandezza è indicativa dell’abbagliamento che può indurre una sorgente, la preoccupazione del normatore dovrebbe essere quella di ridurre i fenomeni di abbagliamento per chi guardi l’insegna. In pratica, la sensazione visiva dell’occhio umano, air jordan 5 femmes quando percepisce la luce direttamente emessa da una sorgente o riflessa da una superficie, è funzione della luminanza, in particolare la sensazione di abbagliamento che nasce dall’osservazione diretta di una sorgente luminosa è funzione della luminanza della sorgente. Il valore di 10 cd/m è improponibile ed assurdo, basti pensare che la norma tecnica UNI 12464 per il benessere visivo negli ambienti di lavoro con utilizzo di videoterminali (ambiente più severo in assoluto in termini di confort visivo) prevede un limite di luminanza di 1000 cd/m , ovvero ben 100 volte superiore.

Riporto nel seguito alcuni valori di luminanza correlati a situazioni pratiche quotidiane che possono essere  agevolmente comparati con i valori richiesti nel regolamento di attuazione della regione Lazio.

Tra le sorgenti naturali:

  • sole a mezzogiorno: 16.000.000.000 cd/m2
  • cielo sereno: 8.000 cd/m2
  • cielo nuvoloso: 2.000 cd/m2
  • luna piena: 2.500 cd/m2

Tra le sorgenti artificiali:

  • lampada agli alogenuri (potenza minore di 100 W): 15.000.000 cd/m2
  • lampada ad incandescenza (potenza minore di 100 W): 5.000.000 cd/m2
  • lampada fluorescente (esempio lampada da 58 W T8): 12.000 cd/m2
  • lampada fluorescente a catodo freddo (funzionamento a 50 mA, diametro 15 mm) 4.000 cd/m2

Tra le superfici illuminate:

  • carta bianca illuminata dal sole: 30.000 cd/m2
  • carta bianca illuminata con 400 lux: 110 cd/m2 (è la situazione di un foglio di carta illuminato
  • normalmente dalla luce presente in un ufficio)
  • n carta nera illuminata con 400 lux: 15 cd/m
  • superficie delle autostrade, strade principali/secondarie/di servizio principali / extraurbane < = 2 cd/m2 (UNI 10439).

Il legislatore, che ha imposto il limite di 10 cd/m2 per le insegne riterrà davvero necessario fare in modo che abbaglino meno di un foglio di carta nero e poco più del nastro di asfalto di una strada buia?

Francesco Laruffa (Avvocato)

Con riferimento alla Legge Regionale sull’inquinamento luminoso n. 23 del 13 aprile 2000 ed al relativo Regolamento di attuazione n. 8 del 18 aprile 2005, mi preme evidenziare alcune incongruenze che, se non rettificate, avranno pesanti rivolti negativi per l’intero comparto della produzione delle insegne luminose, di cui la nostra associazione è l’unica rappresentante a livello nazionale.

Il Regolamento di attuazione (n. 8 del 18 aprile 2005), infatti, prescrive all’art. 3, comma 4, quanto segue: “ Le insegne luminose di non specifico ed indispensabile uso notturno sono spente dalle ore 24,00 nel periodo di ora solare e dalle ore 1,00 nel periodo di ora legale ed hanno una luminanza media di 10 cd/m2. Per le insegne di esercizi commerciali o altro genere di attività che si svolgano dopo tale orario, lo spegnimento coincide con quello di chiusura degli stessi esercizi o attività. Le insegne non dotate di luce interna sono illuminate dall’alto verso il basso

Orbene il valore di 10 cd/mq. è improponibile ed assurdo, basti pensare che la norma tecnica UNI 12464 per il benessere visivo negli ambienti di lavoro con utilizzo di videoterminali (ambiente più severo in assoluto in termini di comfort visivo) prevede un limite di luminanza di 1000 cd/mq, ovvero di ben 100 volte superiore.

Le insegne luminose sono accomunate di fatto alle vetrine (per le vetrine sono in vigore le medesime prescrizioni) ma l’insegna, per svolgere la sua funzione, non può avere la medesima luminanza della vetrina. Infatti, un’insegna inserita ad esempio nel vano sopra vetrina che abbia la medesima luminanza della vetrina, non è di fatto da questa distinguibile, il fattore di contrasto sarebbe in questo caso pari ad 1 !

Si consideri, inoltre, che mentre l’art. 3 del Regolamento ai commi 1, 2, 3 per altri tipi di impianti di “illuminazione” esterna su facciate di edifici, capannoni, insediamenti industriali, artigianali, commerciali, abitazioni private ed ogni altro tipo di edificio, prescrive un limite del flusso luminoso diretto verso l’emisfero superiore non superiore al 5% o al 10% a seconda dei casi di quello emesso dai corpi illuminanti e consente in alternativa allo spegnimento la riduzione del flusso luminoso di almeno il 30% dalle ore 24 (ora solare) e dalla 1,00 (ora legale), analoga previsione manca del tutto per le insegne con inspiegabile disparità di trattamento tra situazioni parimenti meritevoli di tutela.

Analoga previsione anche per gli impianti di illuminazione stradale.

Orbene, mi sembra che il Regolamento abbia previsto un’assoluta esiguità dei limiti di luminosità per le insegne e nel contempo ci sembra assurdo – soprattutto nei centri abitati – imporre lo spegnimento notturno di un mezzo che è costruito appositamente anche per essere visto di notte.

Si dovrebbe, a mio avviso, prevedere senz’altro un aumento considerevole dell’assurdo limite di 10 cd/mq e sistemi di riduzione del flusso luminoso come per altre tipologie di sorgenti anziché lo spegnimento totale nelle ore notturne, oppure una deroga totale per le insegne con determinate caratteristiche.

Claudio Rossi (Segretario Territoriale AIFIL Area 5)

Nell’articolo, apparso su “la Repubblica” il 12 settembre, il Consigliere comunale Athos De Luca chiede al Comune l’immediato spegnimento di tutti gli impianti. Concordo pienamente sulla necessità della sicurezza stradale ma non sul limite di emissione luminosa di 10 cdm, previsto dalla legge regionale perché è assolutamente insostenibile.

Premesso che la maggior parte degli impianti pubblicitari stradali, installati nel territorio della capitale, sono conformi al Regolamento Comunale e al Codice della Strada è bene precisare qui che le insegne, ed in particolar modo quelle di esercizio, sono cosa assai diversa dai primi.

L’associazione, nello svolgere il proprio ruolo di tutela degli interessi degli associati nei confronti di terzi, autorità ed enti, partecipa da anni a numerosi tavoli di lavoro presso regioni, province, comuni (compreso quello di Roma), ANAS, Ministero delle Infrastrutture, ecc., collaborando fattivamente per combattere l’installazione abusiva di impianti, i quali posti in opera in modo selvaggio deturpano l’ambiente circostante. Su questo aspetto condivido la battaglia che l’On. Athos De Luca sta portando avanti da anni.

Fulvio di Pietro (Socio AIFIL Area 5)

AIFIL ha avuto già modo negli anni 2001 e 2002 di lavorare insieme ai Responsabili per la materia della Regione Lombardia e di collaborare con le Rappresentatività dell’organizzazione Cielo Buio, insieme hanno ben lavorato distinguendo caratteristiche tecniche, tipologie d’insegne emissioni luminose puntiformi e tanto altro che al termine dei lavori è nato un reciproco riconoscimento tra tutti gli interessati alle problematiche connesse. Inoltre grande supporto tecnico specifico è stato fornito dall’AIFIL per emanare un Regolamento attuativo in grado di suddividere le molteplici sorgenti luminose e di conseguenza porre in deroga le insegne luminose disciplinate come descritto anche nel Codice della Strada. Auspichiamo pertanto un coinvolgimento generale di Tutti i soggetti interessati alla materia nella speranza di riuscire legalmente e tecnicamente a mantenere acceso lo spirito di chi crede nel lavoro.

Sergio Arioli (Presidente AIFIL)

I principi – spesso encomiabili – del legislatore a volte producono inavvertitamente restrizioni esagerate quanto inconcludenti. In questo caso abbiamo una legge che prevede valori di luminanza chiaramente inapplicabili, che comporterebbero lo spegnimento di ogni insegna. È possibile che il limite scritto nella legge sia conseguenza di un errore tecnico o di una svista. AIFIL deve farsi promotrice di una revisione; con determinazione, nell’interesse di tutti, mettendo a disposizione la propria esperienza e le proprie conoscenze specifiche.