Safety Extra Low Voltage | Bassissima tensione e sicurezza.

di Massimo Peirone - 05 febbraio 2011
Classificato in: Commenti, Legislazione, Norme tecniche | Tag:

Al grido di “bassa tensione è meglio” stiamo assistendo al diffondersi di impianti, apparecchiature e sistemi che lavorano a tensioni significativamente minori rispetto alla tensione di rete. Diventa allora opportuno saperne qualcosa in più in merito.

In relazione alla loro tensione nominale, ovvero la tensione per cui un impianto o una sua parte è progettato, i sistemi elettrici si dividono in categorie 0, I, II e III.

In particolare, i sistemi di categoria 0 (zero) sono quelli a tensione nominale minore o uguale a 50 V se a corrente alternata, a 120 V se a corrente continua (non ondulata).

L’utilizzo di sistemi di categoria 0 garantisce la sicurezza contro i contatti diretti ed indiretti solo quando vengano rispettate prescrizioni installative ben precisate.

Innanzitutto nella realizzazione degli impianti, i circuiti elettrici di categoria 0 e quelli di categoria superiore non devono essere contenuti nelle stesse condutture, free run 3.0 v4 a meno che ogni cavo non sia isolato per la tensione più elevata presente o ogni anima di cavo multipolare non sia isolata per la tensione più elevata presente nel cavo. In alternativa i cavi devono essere isolati per la tensione del loro sistema e installati in un compartimento separato di un tubo protettivo o di un canale; oppure si devono utilizzare tubi protettivi o canali separati.

Il significato preciso della prescrizione è che qualunque conduttore utilizzato per alimentare sistemi in “bassa tensione”, intendendo con “bassa tensione” i sistemi di categoria 0, deve essere isolato non soltanto per la sua tensione funzionale, ma per la massima tensione presente nella conduttura o, in alternativa, deve essere meccanicamente separato dai conduttori a tensione superiore. Un esempio pratico: i conduttori in bassa tensione che alimentano le sorgenti led, se sono posati nelle medesime condutture dei cavi a tensione di rete degli alimentatori,devono essere isolati per la tensione di rete.

I sistemi di categoria 0 sono a loro volta suddivisi, in base alle scelte operate per quanto riguarda la protezione contro i contatti diretti ed indiretti, in sistemi SELV, sistemi PELV e sistemi FELV.

Le sigle hanno origine rispettivamente dagli acronimi inglesi safety, protective, functional extra low voltage.

La tabella 2.2, tratta dalla Guida CEI 64-14, indica quali siano le caratteristiche di installazione richieste per i diversi sistemi.

Particolare attenzione deve essere posta alla sorgente di alimentazione: la tabella citata indica con la dizione generica “dispositivi elettronici idonei” quegli alimentatori che per costruzione assicurano l’impossibilità, in caso di guasto interno, alla tensione di rete, presente sul lato di ingresso, di trasferirsi sul lato di uscita e quindi sul sistema funzionante in bassa tensione.

Solo gli alimentatori conformi alla norma EN 61347-2-13 (CEI 34-115) e dichiarati dal costruttore “SELV EQUIVALENT” si possono ritenere conformi alla prescrizione della tabella 2.2 “dispositivi elettronici idonei”.

Non è richiesto dalla norma che la dichiarazione “selv equivalent” compaia sull’involucro dell’alimentatore, quando questo accade il simbolo che si può ritrovare è rappresentato nella figura che segue:

Per quanto riguarda gli alimentatori è ancora necessario suddividerli in alimentatori incorporati nell’apparecchio o alimentatori indipendenti.

Quando la bassa tensione è ottenuta a partire dalla free run 3.0 v4 femmes tensione di rete mediante l’impiego di alimentatori indipendenti (ovvero alimentatori che non sono parte integrante e inscindibile dell’apparecchio che alimentano), questi possono essere installati all’esterno dell’apparecchio di illuminazione solo se risultano conformi alla norma di prodotto applicabile (Norma IEC 60417).

Gli alimentatori indipendenti sono riconoscibili in quanto riportano il simbolo:

Quando gli alimentatori debbano essere installati su superfici infiammabili, devono essere termicamente protetti in “classe P” e marcati con il simbolo

in alternativa, possono essere termicamente protetti con temperatura dichiarata inferiore a 130°C e marcati con il simbolo che segue riportante la temperatura dichiarata

oppure devono essere marcati con il simbolo che segue (Norma CEI EN 60598-1, CEI 34-21)

Infine, la tabella 2.3, sempre tratta dalla guida CEI 64-14, indica come ottenere la protezione contro i contatti diretti ed indiretti per le tre categorie di sistemi a bassissima tensione.

È importante osservare come soltanto l’utilizzo di sistemi SELV e sistemi PELV consenta di derogare, almeno in parte, dalle regole generali di impiantistica che si applicano agli impianti funzionanti a tensione di rete.

Oltre a quanto finora indicato, in sede di verifica finale degli impianti di illuminazione in categoria 0, prima della loro messa in servizio, quando questi sono situati all’aperto, come nel caso ad esempio degli impianti di insegna luminosa, occorre controllare la resistenza di isolamento che, con tutti gli apparecchi di illuminazione inseriti, per ogni circuito di illuminazione, non deve risultare inferiore a 0,25 MΩ verso terra.

Il mancato rispetto di quanto sopra indicato non consente di considerare un circuito a bassissima tensione più sicuro di un circuito a tensione di rete e pertanto, sullo stesso, dovranno essere adottate tutte le misure di sicurezza normalmente utilizzate per i sistemi a tensione di rete.} else {

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