Roma: bocciata per soli 5 voti la delibera promossa dai cittadini con una proposta di legge per la rimozione dei cartelloni abusivi in città.

di Redazione AIFIL[IN]FORMA - 30 novembre 2011
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Giovedì 24 novembre si è svolta presso il Municipio di Roma, la votazione per approvare una delibera d’iniziativa popolare per contrastare il fenomeno dei cartelloni abusivi. La delibera è stata bocciata per soli 5 voti, ma i comitati promettono battaglia. Qual è la posizione di AIFIL? Di seguito la lettera di A. P. che volentieri pubblichiamo e la ns. risposta.

Quello dei cartelloni abusivi a Roma è un problema, basti pensare che i cartelloni piazzati sono circa 50 mila contro i 32 mila registrati nella banca dati del Campidoglio. Cartelloni “fuorilegge” disseminati, oltre che sulle arterie di grande traffico, anche nelle zone più centrali, deturpano il centro storico più importante e bello del mondo; cartelloni che, in alcuni casi, si sono dimostrati pericolosi per la circolazione.

A prescindere dal danno derivante all’amministrazione pubblica dal mancato incasso delle imposte sulla pubblicità, la rimozione i cartelli abusivi è onerosa per la comunità. Come racconta Massimiliano Tonelli del blog Cartellopoli in un articolo da poco apparso su Repubblica, il costo medio che l’amministrazione pubblica deve sostenere per ogni rimozione è di circa 800 euro. Se a ciò si aggiunge che spesso il cartellone abusivo ricompare nella stessa posizione pochi giorni dopo, possiamo ben dire che al danno si aggiunge la beffa.

I cittadini stanno conducendo da circa 18 mesi, una vera e propria caccia ai cartelloni abusivi denunciandoli nel web: www.cartellopoli.net

I comitati sono riusciti a raccogliere 10.000 firme e grande consenso fra la cittadinanza, ma la loro proposta di legge è stata bocciata prima dalla giunta e ora dal Consiglio Comunale, ciò nonostante le rassicurazioni del sindaco Alemanno:

http://www.asca.it/news-ROMA_AFFISSIONI__STOP_A_NUOVI_IMPIANTI__ALEMANNO_FIRMA_ORDINANZA-1069810-ATT-.html

La bocciatura del 24 novembre della delibera d’iniziativa popolare (24 contrari e 19 favorevoli) lascia l’amaro in bocca, ma i rappresentanti dei comitati non demordono e promettono nuove battaglie aprendo la stagione dei ricorsi e delle azioni giudiziarie per esempio impugnando la delibera che prevede l’istallazione – anche nel centro storico ed in deroga alla normativa vigente – di 700 nuovi impianti pubblicitari con la scusa di finanziare il bike sharing.

Si prevedono anche esposti sulla mancata tutela della sicurezza stradale e sul Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari, esposti che il Comitato “Basta Cartelloni” seguirà passo per passo: http://bastacartelloni.blogspot.com/

Naturalmente non mancheranno altre inchieste e altri interventi di personalità di rilievo; i media si stanno occupando della vicenda e dopo i recenti accadimenti assisteremo sicuramente a nuove discussioni e scontri. Basti leggere su Repubblica: http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-roma/2011/11/22/news/cartelloni_abusivi_roma_pezzo-25367726/?inchiesta=%2Fit%2Frepubblica%2Frep-roma%2F2011%2F11%2F22%2Fnews%2Froma_abuso_di_affissione-25355830%2F)

Auspico che si giunga presto a una legge veramente efficace di tutela del patrimonio storico dal valore inestimabile di Roma, ma, purtroppo, il 24 novembre una di queste occasioni è andata persa e i cittadini si chiedono quale sia la credibilità delle autorità politiche e dei soggetti che interpretano gli interessi del settore pubblicità.

Avrei piacere di sapere come si colloca AIFIL rispetto al fenomeno dell’abusivismo.

A. P.

Egregio Sig. A. P. grazie per la sua lettera.

Una grande concentrazione di cartelli pubblicitari deturpa l’ambiente e il paesaggio in modo insopportabile e non c’è da stupirsi se nell’opinione pubblica e a livello politico insorgono movimenti di contrasto al fenomeno. L’ambiente urbano è condizionato sia dai mezzi pubblicitari (le insegne pubblicitarie luminose per esempio) sia dalle insegne di esercizio. Va puntualizzato però se i primi sono un canale pubblicitario fra gli altri, le seconde sono assolutamente necessarie, anzi, obbligatorie per legge e costituiscono un servizio per il cittadino. Purtroppo le insegne d’esercizio, nei non addetti ai lavori, vengono spesso assimilate tout court ai mezzi pubblicitari.

Come dice il Presidente di AIFIL, Sergio Arioli, “… l’abusivismo favorisce il più forte, chi ha ingenti disponibilità finanziarie e il più furbo, penalizzando coloro [i più] che agiscono nella legalità e investono sull’affermazione lenta ma costante della propria professionalità. È insieme causa ed effetto della corruzione e del degrado sociale. AIFIL combatte l’abusivismo con determinazione, nell’interesse generale della categoria”.

La invitiamo dunque a leggere l’intervista di AIFIL[IN]FORMA al Presidente AIFIL Sergio Arioli su questo argomento:

Lotta all’abusivismo. Il ruolo di AIFIL. Intervista al Presidente Sergio Arioli.

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