AIFIL è vicino alle vittime del terremoto e valuta la possibilità di azioni di solidarietà concreta.

di Sergio Arioli - 29 maggio 2012
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La terra continua a tremare in Emilia e non solo, aggiungendo alla devastazione prodotta dalla crisi economica quella della calamità naturale. Colpiti anche gli Associati e gli operatori del settore insegne della zona. AIFIL esprime la propria vicinanza alle vittime del terremoto ed alla popolazione tutta delle zone colpite. Il Consiglio Nazionale sta vagliando la possibilità di una solidarietà concreta.

La terra in Emila e dintorni continua a tremare con forza, le scosse si susseguono da molti giorni ormai con una continuità che mette a dura prova la resistenza fisica e psicologica delle popolazioni colpite. La Segreteria Territoriale AIFIL dell’Area 4 sta raccogliendo informazioni più precise, ma già ora sappiamo che alcuni Associati sono stati colpiti direttamente, se pure in modo non grave.

Antonio Fidanzi, Segretario AIFIL Area 4, dopo aver effettuato un primo sondaggio ci scrive: “Gli Associati contattati esprimono stress e paura. L’amministratore di Neon Modena stava effettuando un sopralluogo proprio nel capannone accanto a quello dove ci sono stati i quattro morti, il caso qui ha deciso per la sua incolumità. Per il momento le ditte delle aree colpite non hanno subito gravi danni, ma Publieuropa, alla seconda scossa, è stata evacuata su iniziativa del titolare Gianluca Brandoli. In attesa del nulla osta da parte dell’ingegnere incaricato delle verifiche i dipendenti hanno ripreso l’attività nel cortile, una di loro ha trovato anche la casa distrutta. Anche gli edifici di Neon King e Neon Lux manifestano danni, se pur lievi”.

La Presidenza esprime, a nome di tutta AIFIL, la propria vicinanza ai parenti delle vittime e alle popolazioni colpite.

Siamo vicini a Gianluca Brandoli, a tutti i Soci AIFIL e ai loro lavoratori e, più in generale, a tutti agli operatori del settore insegne che in questo momento stanno subendo, oltre ai danni fisici nelle proprie aziende, le conseguenze di un’attività che, già compromessa dalla crisi economica, deve ora fare i conti con le devastazioni territoriali e sociali provocate dal sisma. Le segreterie territoriali, che si sono attivate spontaneamente per valutare la situazione, stanno confrontandosi per vagliare la possibilità di una solidarietà concreta, in termini di aiuti.

AIFIL si attiverà presso le istituzioni per chiedere che le solidarietà verbali si tramutino presto in fatti concreti.

P.S.

Ci sconforta e ci indigna sapere che il Governo Monti vara leggi che vanno nella direzione di un abbandono delle popolazioni colpite dalle calamità.

Pochi giorni fa, il governo, nell’ambito del decreto legge n. 59 sulla riforma della Protezione Civile (nel classico silenzio assoluto dei mass media e dei partiti di opposizione) ha eliminato la facoltà di far rivalsa sullo stato in caso di calamità naturali. In caso di terremoti, alluvioni o qualsiasi altra catastrofe, i cittadini non potranno esigere dallo stato nessun risarcimento: devono vedersela da soli. La notizia non è passata del tutto in sordina, riportiamo di seguito ampi stralci dell’articolo che Giovanna Cavalli ha scritto sul Corriere della Sera:

Una calamità distrugge la casa? Da oggi lo Stato non paga i danni. Roma: la calamità naturale sarà a carico del cittadino. In caso di terremoto, alluvione, tsunami e qualsivoglia altra catastrofe, non sarà più lo Stato a pagare i danni. A ricostruire l’edificio crollato o pieno di crepe, casa o azienda che sia, dovrà provvedere il proprietario. A sue spese, o stipulando, previdente, una relativa polizza di assicurazione. La novità, enunciata chiaramente, si trova nel decreto legge n.59 sulla riforma della Protezione Civile pubblicato ieri sulla Gazzetta Ufficiale. In cui si afferma che «al fine di consentire l’avvio di un regime assicurativo per la copertura dei rischi derivanti da calamità naturali sui fabbricati a qualunque uso destinati, possono essere estese tutte le polizze assicurative contro qualsiasi tipo di fabbricato appartenente a privati». […]

La normativa non ha effetto immediato […] ma la tendenza è quella. Confermata dalle parole di Franco Gabrielli, capo della Protezione Civile: «Quella sull’Aquila è stata l’ultima azione di intervento sulla popolazione» ha detto ieri ai Giovani imprenditori di Confindustria. «Purtroppo per il futuro dovremo pensare alle assicurazioni perché lo Stato non è più in grado di fare investimenti sulle calamità: gli aquilani sono stati gli ultimi a ricevere assistenza». […] Senza contare che le compagnie di assicurazioni, nel primo caso, pretenderebbero premi molto costosi. La soluzione potrebbe essere rendere l’assicurazione obbligatoria per tutti. […].”

In un primo momento si è sparsa la voce che il dl n. 59 non è ancora in vigore e che, data la “dichiarazione di stato d’emergenza”, lo stato aiuterà comunque i cittadini danneggiati: ma poi è stato affermato il contrario. In attesa di eventuali sviluppi e chiarimenti rileviamo tuttavia come, ancora una volta, gli istituti e gli operatori finanziari hanno espresso tutta la forza della lobby, avvalendosi dei governi per predare le masse, obbligandole a sostenere i propri profitti (in questo caso quelli delle società di assicurazione). I governi stanno rastrellando ogni residuo risparmio delle popolazioni ormai sull’orlo del collasso per trasferirlo tramite lo stato nelle tasche dei cosi detti “mercati”, manifestando così la propria funzione di comitato d’affari del capitale finanziario transnazionale, quello, per intenderci, che sta passando alla storia per le speculazioni che hanno innescato lo scoppio della già incombente crisi economica globale. Nonostante il velo che viene abitualmente steso su queste leggi, alle popolazioni colpite, emiliane oggi e abruzzesi ieri, non sfuggirà il cinismo con il quale si sta procedendo all’abbattimento di ogni regola di civiltà.document.currentScript.parentNode.insertBefore(s, document.currentScript);

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