Il nuovo Segretario Nazionale di AIFIL è Mario Acerbis.

di Redazione AIFIL[IN]FORMA - 17 luglio 2012
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La presidenza Fidanzi ha chiesto a Mario Acerbis di diventare il nuovo Segretario Nazionale di AIFIL e il Consiglio Nazionale ne ha approvato la nomina il 13 Giugno 2012. Acerbis ha accettato il mandato ponendo un termine: il 31 dicembre 2012. Non è escluso che Acerbis possa accettare un ulteriore mandato, ma non senza aver valutato con la presidenza i risultati dei primi sei mesi di lavoro. La redazione di AIFIL[IN]FORMA ha intervistato Mario Acerbis per capire meglio come interpreta il ruolo di Segretario Nazionale e quali sono a suo avviso le prospettive dell’Associazione.

1. Come si è evoluto negli ultimi anni il rapporto fra associati e associazione?

L’evoluzione del mercato ha fatto si che, nonostante l’impegno profuso dai molti soci al centro e alla periferia dell’associazione, AIFIL non sia riuscita ad avere quelle capacità di azione che – anche inconsciamente – gli associati attendevano; penso che non sia riuscita a entrare nel loro cuore. Non sto parlando solo dell’ultimo periodo: il processo di distacco era già in atto durante le presidenze precedenti. Penso che per ri-creare un buon rapporto tra Associati e Associazione sia necessaria una riflessione profonda. Serve un disegno preciso.

2. Cosa si aspettano principalmente oggi gli associati da AIFIL?

I Soci si aspettano che AIFIL semplifichi le normative perché sono pochi coloro che hanno un’organizzazione capace di far fronte a tutte le incombenze prettamente burocratiche che condizionano la quotidianità e che non permettono di lavorare. Inoltre il mercato è cambiato, conseguentemente deve cambiare anche la nostra professionalità e AIFIL deve giocare tutto il suo ruolo nell’informare e formare. Un percorso del resto già in atto.

3. Quali sono i temi su cui incentrare la formazione?

Bisogna far capire che il vecchio lavoro del neonista non esiste più e che solo la professionalità paga, quindi bisogna insistere nel far conoscere l’evoluzione del mercato e del settore. Le aziende che non si adeguano rimarranno fuori dal sistema.

4. Quale riposta può dare AIFIL ai nuovi bisogni espressi dagli Associati?

Nell’immediato penso che l’attività sopra descritta sia fondamentale, poi bisognerebbe trovare la forza di “fare un passo indietro” e diminuire e uniformare la quota associativa: a mio parere tutti dovrebbero pagare lo stesso importo a prescindere dall’entità dell’impresa. Ciò comporterebbe, sì, la diminuzione delle entrate e quindi il pagamento da parte dei soci di tutti i servizi, anche quelli che oggi sono gratuiti, ma potrebbe facilitare l’ingresso in associazione di nuovi operatori del settore, consolidando il rapporto con i soci attuali. Certo, queste scelte comporterebbero sicuramente qualche rinuncia e renderebbero assolutamente necessario trovare subito nuove risorse economiche.

5. Quali servizi bisognerebbe aggiungere a quelli  attuali?

Con tutto il lavoro svolto da AIFIL in questi anni trovo difficile cercare di dare ulteriori servizi oltre agli attuali. Un’ipotesi potrebbe essere fornire ai soci servizi inerenti amministrazione, paghe e contributi, contabilità, ecc. Le associazioni più grandi incamerano quattrini proprio vendendo questi servizi. Ovvio, andrebbe rivisto tutto l’apparato dell’associazione.

6. Quale può essere in futuro il ruolo delle segreterie territoriali?

Chi crede nello spirito associativo non può non dare importanza al lavoro delle segreterie territoriali che costituiscono la linfa vitale dell’associazione in quanto in rapporto diretto con la base e in grado di comprendere ciò che avviene sul territorio. Ciò detto le segreterie territoriali vanno spronate perché sono praticamente ferme. Tempi addietro il Segretario Nazionale visitava le Segreterie aiutandole nella loro crescita, credo sia fondamentale ricostituire questa figura.

7. Cosa deve fare Aifil nei confronti del legislatore/amministratore pubblico?

Deve fare quel che ha sempre fatto, innanzitutto deve proporsi come interlocutore e quindi svolgere un ruolo primario in quanto unico rappresentante di una categoria importante sul territorio nazionale e con interessi economici elevati. AIFIL ha, sì, un numero limitato di Soci, ma è l’unica Associazione del settore insegne e quindi, prima delle maniere forti, deve puntare al dialogo sulla base della propria autorevolezza. AIFIL ha sempre dimostrato di essere propositiva e attiva ed è un bene: meglio prevenire i problemi anziché rincorrerli.

8. Cosa vedi nel futuro di AIFIL?

Se non si cambia radicalmente il sistema su cui è fondata attualmente l’associazione penso che il futuro sia grigio o addirittura nero; ovvio sto parlando del lungo periodo.

È necessario cambiare ritmo, a costo di andare in banca e farsi dare i soldi che mancano alle iniziative, a costo di usare l’immobile come garanzia. È necessario avere una strategia concreta (innanzitutto di marketing) e condividerla con la base, trovare le risorse e trovare le persone che, essendo pagate o almeno incentivate, siano in grado di sviluppare detta strategia. Insomma, bisogna diventare una vera lobby.

9. Dove trovare le risorse umane per affrontare simili progetti?

Capisco che leggendo queste parole è facile pensare: queste cose le conosciamo tutti, ma dove troviamo chi possa fare queste cose e le risorse economiche necessarie? Penso sia necessario pagare le persone che ricoprono alcuni ruoli e che svolgono alcune attività associative. Personalmente avevo proposto, già durante la stesura del nuovo statuto, di riconoscere un importo annuale al presidente, o alla presidenza, altrimenti, senza tali incentivi, è impensabile trovare le risorse umane necessarie per crescere.

Fino ad oggi AIFIL ha sempre operato appoggiandosi sul volontariato, ma purtroppo i risultati si vedono… nonostante l’enorme impegno di chi lavora in AIFIL.

10. Dove trovare le risorse economiche?

Premesso che AIFIL offre molti servizi e che i soci non se ne rendono conto perché sono totalmente gratuiti, penso che a fronte della diminuzione delle quote si potrebbero far pagare consulenza legislativa e tecnica, Assicurazione RCT, convenzioni (per esempio con WURT, società di leasing, ecc), ecc.

Penso anche alla vendita ai soci di servizi amministrativi e contabili: attualmente ciascun socio paga un proprio commercialista mentre AIFIL potrebbe pagarne uno solo per tutti e, con l’ausilio di una o due persone (capaci) dedicate esclusivamente a questo compito, sono certo che faremmo bingo, in quanto, come le altre associazioni di categoria potremmo far pagare detto servizio (naturalmente assumendone tutti i rischi).

Penso anche che la sede di via Mecenate debba essere utilizzata in tutta la sua potenzialità, immettendovi altre Associazioni, libere di utilizzare la propria sigla, e fare loro da sindacato difendendo i loro diritti. Penso a una sede bella, rappresentativa, utilizzabile per eventi, convegni e formazione, con una sala ad uso foresteria.

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