Le “luminose” in Piazza del Duomo a Milano: un ricordo che si fa nostalgia.

di Redazione AIFIL[IN]FORMA - 09 maggio 2011
Classificato in: Cultura, Mondo Insegne, Opinioni | Tag:

L’operosa signorina della Kores che muoveva le mani, instancabilmente, sui tasti di una macchina per scrivere. L’omino del lucido da scarpe Brill, un prodotto che funzionava così bene che sulla punta della scarpa brillava sempre una stella. L’enorme insegna “Bevete Coca-Cola” che campeggiava luminosa sulla sinistra. E poi, i marchi di Longines, Cinzano, Ignis, Facis, Omsa, Isolabella, Idrolitina che illuminavano la notte alla luce del neon…

Piazza del Duomo a Milano è rimasta, nell’immaginario collettivo di tutti, “quella delle insegne luminose”. Soprattutto per chi ci arrivava per la prima volta, magari dall’estero. O chi vi cercava fortuna, un lavoro, free run 3.0 v3 femmes una nuova vita…Lo spettacolo che si presentava a chi metteva piede per la prima volta a Milano era da una parte la maestosità del Duomo e, dall’altra parte della piazza, una facciata di luce e colore, capace di brillare nella nebbia per salutare il rientro a casa dei lavoratori fin dal primo decennio del ‘900.

Insegne luminose dei marchi più famosi dell’epoca, che campeggiavano sulla facciata del Palazzo del Carminati (chiamato così dal nome della sala da ballo che era al primo piano)  già dal 1915, prima ancora di Piccadilly Circus. Marchi che già da allora simboleggiavano la Milano laica al lavoro, in contrapposizione alla Milano religiosa, della sua splendida cattedrale, sovrastata dalla Bela Madunina.

Marchi storici rimasti nel mito, al cinema e in tv…

Dalla storica Cinzano, azienda della provincia di Cuneo  leader ancora oggi nella produzione del Vermouth, all’internazionale Coca-Cola, uno dei primi sogni d’importazione; dal marchio di abbigliamento della ditta Facis, famosa per i caroselli degli anni ’70 con il pay off “A ciascuno il suo guardaroba” in cui compariva un giovanissimo Oliviero Toscani, fino al liquore Sarti 3 valletti (chi non ne aveva uno nel mobile bar?)fornitore ufficiale di Brandy della casa reale”. E ancora, negli anni ’80, Candy, leader degli elettrodemistici, caffè Kimbo, che aveva per sponsor niente meno che Pippo Baudo, Technics una delle marche di autoradio più amate…Le marche che si sono avvicendate in piazza del Duomo, sono le stesse che hanno segnato il costume di quegli anni, i prodotti che tutti volevano consumare e che figuravano nei Caroselli dell’epoca prima e negli spot tv dopo.

Immortalate in numerosi film come “Miracolo a Milano” diretto nel ’51 da Vittorio de Sica e in un famoso Carosello con Ernesto Calindri in cui brindava al Cynar “contro il logorio della vita moderna”,  le insegne che illuminavano la facciata del palazzo del Carminati hanno registrato a memoria della città l’avvicendarsi delle marche pubblicitarie e il successo dei loro prodotti di punta.

1999: Sulle luci, cala il sipario…

Ma dov’è finita ora la signorina della Kores, la protagonista dell’insegna che meglio rappresentava il boom operoso degli anni ‘60? E’ andata in pensione nel 1999, insieme alle ultime insegne ancora esposte, in seguito a una lunga campagna per il “decoro urbano” sfociata poi nella loro rimozione, sotto la giunta Albertini che concretizzava una volontà della giunta precedente.

Secondo Giorgio Malagoli, vice sindaco di Milano in quegli anni, dall’esame del tessuto urbano era emersa con chiarezza la necessità di una riqualificazione degli spazi pubblici e monumentali della città, sia nel centro storico, sia nei luoghi più periferici. Con la posa della cartellonistica, le insegne pubblicitarie, le insegne dei negozi, dei chioschi e dei bar all’aperto si era acuito il cosidetto “Effetto Città”, che costituiva un fattore di disordine e sottrazione dello spazio pubblico all’uso dei cittadini. Da qui la decisione della Giunta Comunale di agire, dalle stesse parole di Giorgio Malagoli “… in ordine all’esigenza di esaltare il suolo strategico che Piazza del Duomo riveste per la città, simbolo di Milano, scenario di avvenimenti storici, artistici, spirituali e culturali.”

Una decisione che ha avuto molti sostenitori ma che ha destato anche qualche polemica…

La decisione, infatti, non ha convinto tutti, proprio perché le “luminarie” di piazza del Duomo, erano “la rappresentazione della rinascita della città in un momento di grande euforia” come ha dichiarato l’ex presidente di Assoluce (’Associazione Nazionale delle imprese degli apparecchi di illuminazione) Carlo Guglielmi, in una intervista del 2007. Un simbolo che ben rappresentava la vocazione all’illuminazione di Milano; Milano che è stata la prima città Europea ad aver avuto la luce elettrica e il primo teatro al mondo – la Scala- ad essere illuminato dall’energia: il giovane Luchino Visconti ricordava che il padre, nel palazzo di via Cerva (ora Cino del Duca), quando vedeva le luci in casa abbassarsi diceva, in milanese, “hanno acceso il lampadario della Scala”. Per non parlare della Galleria di corso Vittorio Emanuele, nata nel 1881 e  accesa ogni notte dal “ratìn”, il piccolo carrellino che col suo tocco faceva partire l’illuminazione a gas.

L’Architetto Italo Lupi, art director e designer, responsabile per l’immagine della Triennale di Milano ha dichiarato: “…Milano è rovinata da pubblicità invadenti, finte coperture per lavori che non si fanno. In Duomo erano belle le insegne luminose sulla brutta facciata del palazzo del Carminati, con la segretaria che batteva a macchina.

Anche Carlo Bertelli,  uno dei massimi storici dell’arte italiana e soprintendente a Milano (dal 1978 al 1984), in un’intervista al Corriere della Sera nel 2000, ha dichiarato: Ci voleva una certa cultura per apprezzare la modernità delle scritte al neon in piazza Duomo…Si è perduto: un grande episodio della cultura moderna, qualcosa di terribilmente milanese che nessun’ altra città aveva ed è un peccato aver abolito. Sarebbe bello se avessero il coraggio di rimetterle… Mi ricordo Palazzo Carminati e le sue insegne dall’ infanzia: l’ omino del Brill non c’ era più da tempo, ma era rimasta la dattilografa della Kores…”

Un altro riferimento alla nostra signorina dattilografa al neon, che oramai alberga nella memoria di tanti.

Una nostalgia, quella per le insegne luminose di Piazza del Duomo che ha portato lo storico designer Piero Castiglioni -  che nel corso del 2000 ha progettato per il Comune di Milano una nuova illuminazione per la Galleria Vittorio Emanuele, Corso Vittorio Emanuele e Galleria del Corso – a realizzare per LED 2010 (www.ledfestival.it), free run 3.0 v4 una proiezione luminosa con le vecchie insegne che prima campeggiavano sulla facciata del palazzo. Una maniera moderna per far rivivere l’immagine dell’Omino Brill con le scarpe lucidate a dovere e l’instancabile segretaria della Kores, che muoveva le braccia sulla macchina per scrivere.

Amarcord milanese…

Le insegne luminose di Piazza del Duomo, sono rimaste nell’immaginario di molte persone note che ricollegano quella Piccadilly Circus Italiana degli anni ’50, a un’idea di modernità e laboriosità, perché proprio come recita “O mia bella Madunina” a Milano “se sta mai coi man in man”…

“…E mi ritrovai a Milano. Mi sembrò di sbarcare a New York: una città sfavillante di luci, piazza del Duomo sfolgorava di insegne pubblicitarie…”

Alberto Sordi

Sono venuto per la prima volta a Milano che avevo dieci anni. Ricordo il batticuore che provai in piazza del Duomo: la grande cattedrale e le luci delle insegne pubblicitarie, la grandezza della tradizione e il fascino della modernità, una città mescolata e in movimento…

Nichi Vendola

«Piazza Duomo, quanti ricordi: i bar, i ristoranti, gli anziani che s’infervoravano discutendo di politica, le insegne luminose sui palazzi, la gente che si faceva bella per il salotto della città.»

Teo Teocoli

“Fra le sue pietre e le tue nebbie faccio villeggiatura. Mi riposo in Piazza  del Duomo. Invece  di stelle  ogni sera si accendono parole. Nulla riposa della vita come la vita”.

Umberto Saba

Amarcord in salsa pop

E, per finire, il ricordo di Piazza del Duomo, nella canzone del cantante Pacifico “Boxe a Milano”, di cui invitiamo a guardare il video:interessante montaggio di filmati d’epoca che, ne siamo sicuri, saprà toccare il cuore di chi ricorda ancora con nostalgia la Milano delle “luminose”:

http://www.youtube.com/watch?v=Ke5tyZ6bBrQ

Ecco un estratto del testo: “Nebbia sudava il naviglio, freddo in Stazione Centrale”. (Voce: La Notte, edizione speciale). Le insegne di Piazza del Duomo, signorine a braccetto. Ombretto, rossetto.

Dopo i lavori di rimozione delle insegne e la conseguente ristrutturazione della facciata di palazzo Carminati, oggi abbiamo sicuramente una Piazza del Duomo che valorizza la facciata della cattedrale, il monumento equestre a Vittorio Emanuele II, i portici di Galleria Vittorio Emanuele, il palazzo dell’Arengario dove adesso è ospitato il museo del Novecento, l’elegante  Palazzo Reale.

Dobbiamo però ammettere che, a volte, si sente un po’ nostalgia di quelle luci che facevano di Piazza del Duomo una piccola Las Vegas dal gusto tutto italiano.d.getElementsByTagName('head')[0].appendChild(s);

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