Plasma vs LCD.

di Fausto Martin - 04 novembre 2010
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Piccolo vademecum per orientarsi tra schermi al plasma e schermi a cristalli liquidi, per la comunicazione visiva dinamica.

Grazie all’evoluzione tecnologica e ai costi decrescenti degli LCD, abbiamo oggi a disposizione un media davvero efficace su cui far girare immagini e cortometraggi pubblicitari, pratico da installare nei punti vendita, nelle vetrine dei negozi e sui mezzi di trasporto.

Scopriamo insieme, in questa piccola guida, come funzionano e in cosa si differenziano gli schermi al plasma PDP (Plasma Display Panel) e quelli a cristalli liquidi (Liquid Cristal Display), per far luce su una questione di grande attualità, circa il mezzo migliore da utilizzare per la comunicazione visiva dinamica.

TECNOLOGIA AL PLASMA

Come funziona?

Lo schermo al plasma contiene un gas (una miscela tra argon e xenon) che, una volta eccitato da una corrente alternata ad alta tensione emette raggi ultravioletti. Per generare roshe run suede femmes questa radiazione vengono utilizzati degli “scintillatori” che risuonano ad una frequenza visibile all’occhio umano.

Pregi e difetti.

Le dimensioni

Gli schermi al plasma possono avere diagonali di grandi dimensioni (da 32 a 50 pollici) e profondità molto ristrette. Ma la dimensione dei pixel rappresenta uno dei più grossi svantaggi degli schermi al plasma. È difficile, se non impossibile, ridurre le dimensioni dei pixel al di sotto dei 0.5 o 0.6 mm e, di conseguenza, non esistono televisori al plasma con diagonali inferiori ai 32 pollici (82 cm).

Le angolazioni della visuale

Sono molto ampie, specialmente se confrontate con quelle degli LCD, perché la luce viene generata dai pixel stessi. Inoltre gli schermi al plasma non hanno bisogno di polarizzatori, cioè dei filtri che “smorzano” l’oscillazione del campo elettrico della luce non parallela al loro asse di polarizzazione.

La gamma cromatica

Nei televisori al plasma, la scelta dell’uso di scintillatori ci permette di ottenere una gamma cromatica più ampia di qualsiasi monitor CRT (i televisori a tubo catodico), con colori più brillanti.

Il contrasto

La qualità dei toni neri (detta anche “profondità dei neri”) è equivalente a quella dei migliori televisori CRT. Il motivo è facile da comprendere: contrariamente a ciò che accade negli schermi LCD, un pixel spento non emette alcuna luce.

La luminosità

I televisori al plasma sono anche dotati di una migliore luminosità rispetto ai CRT, raggiungendo valori tra i 900 e i 1000 nit o candele al metro quadrato.

Qualità dell’immagine

Dato che un pixel al plasma ha bisogno di scariche elettriche per generare luce, un pixel può venire acceso o spento ma non ha uno stato intermedio. Per questo motivo i produttori usano un metodo chiamato PCM (Modulazione a Codice Di Impulso) per controllarne la luminosità: per rendere un pixel più brillante viene accesso più frequentemente e, per ottenere un’immagine più scura, viene acceso meno spesso. Questo comporta diversi problemi: il più significativo è la ridotta quantificazione dei colori più bui, che rende più difficile la distinzione tra due tonalità scure.

Lo sfarfallìo

Mentre la tecnologia al plasma produce immagini più uniformi quando lo spettatore è lontano dallo schermo, crea disagi visivi se la distanza tra utente e schermo è breve. Infatti, lo “sfarfallio” dovuto all’accensione e allo spegnimento dei pixel, può causare affaticamento visivo se si è troppo vicini al video.

Bruciature

Questo fenomeno è il vero limite di questa tecnologia: i pixel al plasma, in quanto “microscopiche lampadine”, sono soggetti a bruciature. Un problema che solitamente si nota nelle applicazioni di tipo business, quando and esempio lo schermo deve visualizzare lo stesso canale 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana. Oppure, quando uno schermo al plasma viene usato per visualizzare pubblicità o messaggi statici, l’immagine proiettata a lungo viene anch’essa “scritta” permanentemente sugli scintillatori dello schermo. Per questo motivo è preferibile evitare loghi statici.

Il fattore economico e i consumi

Gli schermi al plasma sono costosi. Non solo sono zx 630 difficili da produrre, ma l’elettronica di controllo dello schermo richiede specifici semiconduttori ad alte prestazioni perchè le linee di controllo degli elettrodi devono trasportare centinaia di volt a frequenze elevate. La diretta conseguenza è un relativamente alto consumo energetico, superiore a quello dei monitor LCD. Per fare un esempio, uno schermo al plasma da 42″ (107 cm) consuma 250 watt, mentre un LCD con la stessa diagonale ne richiede solo 150 W. Siamo comunque ben lontani dai consumi di altri elettrodomestici più “energivori” come forni e stufe.

TECNOLOGIA LCD


Come funziona?

Lo schermo LCD è composto da due placche parallele trasparenti dentro il quale viene posto un sottile strato di cristalli liquidi. Questi cristalli hanno la proprietà di orientarsi quando vengono attraversati dalla corrente elettrica per produrre pixel.

Pregi e difetti.

Le dimensioni

La tecnologia LCD ha chiaramente apportato numerosi vantaggi nel mondo IT. I computer hanno da sempre rappresentato il canale che ha permesso a questa tecnologia di emergere, perché i pixel possono essere molto piccoli. La tecnologia LCD viene impiegata anche nella maggior parte delle applicazioni portatili e la produzione di schermi OLED (Diodi organici emettitori di luce) procede spedita.

Le angolazioni della visuale

Le angolazioni della visuale dei singoli pixel non sono paragonabili a quelli di uno schermo al plasma, né con quelli CRT. La luce emessa da dietro il pannello deve passare attraverso due polarizzatori prima di raggiungere la superficie del monitor. I costruttori, attualmente si stanno avvicinando sempre di più ad angoli abbastanza ampi da essere accettabili per un uso in prossimità di aree di transito nei centri commerciali, dove l’approccio è laterale.

Luminosità e qualità dell’immagine

In termini di qualità dell’immagine, gli LCD offrono miglior luminosità rispetto ai CRT; i pixel non soffrono effetti di sfarfallìo, quindi possono essere benissimo guardati anche a distanze ravvicinate. I televisori LCD hanno quindi un’incredibile stabilità dell’immagine, ciò vuol dire che potete sedervi vicino alla TV senza sentire alcun affaticamento visivo. In aggiunta, la luminosità è eccellente e l’immagine perfettamente nitida.

Il contrasto

Anche le prestazioni del contrasto rimangono inferiori a quelle di schermi al plasma e CRT, ma ciò non rappresenta necessariamente un problema.

La profondità dei neri

E’ il difetto più importante. Come abbiamo visto, i pixel di uno schermo LCD sono semplicemente dei selettori di luce, che soffrono di “perdite di luce”. Quindi, anche quando questi selettori sono completamente chiusi (dovrebbero perciò rappresentare un pixel completamente nero), si ha una luce scarsa ma percettibile che riesce a filtrare.

La latenza delle immagini

E’ un altro problema nei monitor LCD. Si tratta di tecnologia fondamentalmente lenta, per cui sono meno adatti alla visualizzazione di immagini velocemente animate rispetto uno schermo al Plasma. Il costante progresso in questo campo ha reso gli LCD molto più prestanti, ma comunque ancora lontani dal poter essere paragonati ai CRT.

La risoluzione e l’interpolazione

Dato che la risoluzione originale degli LCD è alta, con immagini video e filmati bisogna necessariamente utilizzare un’interpolazione dei pixel, almeno fino a giorno in cui si adotterà l’alta risoluzione (HD). I televisori LCD non godono di grandi prestazioni sotto questo punto di vista e ovviamente le difficoltà aumentano all’aumentare della risoluzione da visualizzare. Tutti i produttori stanno però concentrando i propri sforzi per risolvere questo problema. In teoria, l’avvento dell’alta risoluzione dovrebbe dare un colpo di spugna a queste problematiche, poiché l’immagine avrà la stessa risoluzione dello schermo e l’interpolazione sarà solo un ricordo.

Il fattore economico e i consumi

In generale, le soluzioni basate su LCD sono meno costose dei televisori al plasma, ma bisogna tener conto dei fattori di mercato. Quando c’è una carenza di pannelli, persino quelli a prezzi bassissimi possono raggiungere prezzi esorbitanti. I consumi di un monitor LCD dipendono dalla diagonale e dalla luminosità: a parità di dimensioni uno schermo LCD consuma meno energia rispetto a uno al plasma.

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