Una giornata tra le insegne storiche di Bergamo, respirando l’aria della tradizione.

di Redazione AIFIL[IN]FORMA - 08 marzo 2012
Classificato in: Cultura, Mondo Insegne, Reportage | Tag:

Oggi vi conduciamo alla scoperta delle insegne storiche di Bergamo in un percorso ricco di atmosfera e capace di incantare, sia perché Bergamo è una delle più belle e meglio conservate città storiche d’Italia, sia per lo spettacolo delle molte insegne storiche che hanno fatto la storia del commercio di Bergamo e che, grazie alla loro conservazione, contribuiscono a creare un’atmosfera d’altri tempi.

Stiamo parlando, in particolare, di tutti quei locali che sono stati censiti in uno speciale registro Istituito dalla Regione Lombardia allo scopo di riconoscere, tutelare e valorizzare il patrimonio culturale ed economico rappresentato dagli esercizi commerciali che possono vantare una lunga e consolidata esperienza. Attività che sono state classificate in “insegne storiche e di tradizione”, “locali/negozi storici” e “storica attività”. Un ricchissimo patrimonio che l’Ascom – l’associazione dei commercianti di Bergamo – sta tutelando inserendo le attività storiche bergamasche in apposite guide edite dal Touring Club e in portali specializzati sul turismo.

La nostra passeggiata inizia in Città Alta (come la chiamano i bergamaschi) e all’insegna della dolcezza: ci rechiamo a due passi da Piazza Vecchia, per scoprire le prelibatezze che può riservarci il Caffè Pasticceria Cavour. Questa attività, annoverata tra le Insegne Storiche e di tradizione,  è nata a metà dell’800 ed è stata fondata da proprietari di origini torinesi. Considerato da sempre punto d’incontro dei poeti bergamaschi, grazie alla vicinanza al Teatro Sociale, il Caffè Pasticceria Cavour è diventato ben presto uno storico punto di riferimento di artisti tra cui Tieri, Lionello, De Filippo e il maestro Gavazzeni.
L’ambiente, che ricorda quello di una caffetteria viennese, è molto elegante e curato: l’interno è decorato da antichi affreschi e fregi di fine ottocento e all’ingresso campeggia il ritratto ovale di Camillo Benso, conte di Cavour e alcuni specchi con storiche reclame in stile Belle-epoque. Le specialità del caffè? Una superba pasticceria, torte, mignon, dessert al cioccolato, bob bon, caramelle, gelatine dei Maestri pasticceri di Da Vittorio, per dolci colazioni, the del pomeriggio – nella bellissima sala con le volte in pietra a vista –  brunch domenicali, aperitivi sfiziosi.

Vi abbiamo ingolosito? Allora, ci spostiamo davvero di poco, sempre in Città Alta, per recarci questa volta proprio in Piazza Vecchia, dove troviamo un altro caposaldo dei Locali Storici d’Italia: il caffè del Tasso, conosciuto nel Rinascimento come la “Locanda delle due spade”. Solo nel 1681, prese il nome del poeta a cui Bergamo dedicò la statua che sta proprio in piazza lì a fianco. Un caffè che, in pieno Risorgimento, venne centrato da una cannonata austriaca e ai cui tavolini si sono seduti personaggi come Kokoschka, Manzù, Gavazzeni, Benedetti Michelangeli e Rod Steiger.

Per restare sempre in città Alta e stuzzicare ancora l’appetito in vista del pranzo, ci rechiamoci da Angelo Mangili, un negozio storico di salumeria e gastronomia con servizio tradizionale al banco, fondato nel 1921, inserito in un bellissimo palazzo di pregio del 1400. Come non farsi ingolosire da salumi e ghiottonerie esposte ad arte nelle vetrine e dietro il bancone?

Se l’appetito, come immaginiamo, a questo punto comincia a farsi sentire, allora per la prossima tappa scendiamo a città bassa: ci siamo meritati un pranzo all’Antica Trattoria dei tre Gobbi, in via Broseta al 20, un locale storico fondato nel 1885 anche se a memoria cittadina esiste già dal 1700. Un locale bar con annesso ristorante, nel quale in passato si sono dati appuntamento cittadini, artisti, abitanti del quartiere e anche rivoluzionari, oltre al cliente più famoso di tutti: un certo Gaetano Donizzetti, che qui si trovava con gli amici. Inserito nel borgo storico della città bassa, ha due ingressi e uno spazio esterno, e viene spesso utilizzato come luogo di promozione di eventi culturali.

Dopo pranzo, per sgranchirsi un po’ le gambe, cosa possiamo fare? Magari un po’ di shopping: rechiamoci, allora alla gioielleria Recalcati in viale Papa Giovanni XXIII al 68, un negozio storico che si trova là dov’è dal 1928, quando il fondatore Davide Recalcati decise di aprire la sua bottega orafa. Un negozio a gestione familiare da tre generazioni, incastonato in un bellissimo palazzo del 1900 soggetto al vincolo delle Belle Arti, in cui sono ancora conservate alcune testimonianze del passato come delle bilance e casseforti. Come potete immaginare, qui si vendono gioielli delle marche più rinomate oltre che preziosi diamanti “sfusi” da poter inserire sulle montature desiderate.

Stanchi dello shopping volete godervi due chiacchiere e un po’ di relax? Allora rechiamoci, sempre in città bassa, in Via Paleocapa al 2, per un taglio di capelli “storico”, presso il negozio Fiorenzo Algeri, fondato nel  1936, aperto ininterrottamente da allora e che ha da poco festeggiato i 75 anni di attività. Un’attività portata avanti da Carletto Algeri, garzone del noto barbiere Umberto Pressato che decide di rilevare licenza e locali dal suo titolare.

Un locale che ha visto tagli a capelli famosi, frequentato da personaggi del mondo politico, sportivo ed ecclesiastico e che, nel corso degli anni, è diventato un punto di ritrovo per l’intera città. Una tradizione nata negli anni in cui andare dal barbiere significava ancora entare in un mondo di conversazioni e notizie. Fra i clienti storici di Fiorenzo? Papa Giovanni XXIII e il leader russo Gorbaciov!

Il negozio, situato all’interno di Palazzo Rezzara, una tempo noto come “Casa del Popolo” conserva ancora parte dell’arredo, poltrone e attrezzature originali e ad oggi è gestito dal figlio di Carletto, Fiorenzo che dal 1972 ha affiancato il padre in bottega, esattamente con la stessa passione.

La nostra giornata tra le insegne storiche di Bergamo termina qui. Chi volesse contribuire con foto, documenti o descrizioni delle insegne del proprio centro storico, può mandare una mail alla redazione.

Grazie per la collaborazione!}

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