Il rischio di caduta nelle attività su copertura. Alcune indicazioni essenziali.

di Dante Mariani - 24 maggio 2011
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Buona parte delle coperture esistenti presenta condizioni critiche di accesso, transito e stazionamento comportando per il personale che vi opera un rischio di caduta dall’alto sempre potenzialmente presente; pertanto, prima di procedere ad una qualsiasi attività su copertura è bene avere sempre presente le seguenti definizioni e condizioni di operatività.

Attività in quota

Lavoro in quota: attività lavorativa che espone il lavoratore al rischio di caduta da una quota posta ad altezza superiore a due metri rispetto al piano stabile.

Definizione di copertura praticabile

Copertura sulla quale è possibile l’accesso e il transito di persone, anche con attrezzature portatili, senza la predisposizione di particolari mezzi e/o misure di sicurezza in quanto non sussistono rischi di caduta di persone e/o di cose dall’alto né rischi di scivolamento in condizioni normali.

Definizione di copertura non praticabile

Copertura sulla quale non è possibile l’accesso e il transito di persone senza la predisposizione di particolari mezzi e/o misure di sicurezza contro il pericolo di caduta di persone e/o di cose dall’alto e contro i rischi di scivolamento

Accesso alla copertura

L’accesso ad una copertura può avvenire con le seguenti modalità:

-       diretto (a mezzo vano scala o da lucernari);

-       con sistemi provvisionali (scale, trabattelli, torre in ponteggio);

-       per mezzo di sistemi di sollevamento (piattaforme semoventi o autocarrate, carrelli elevatori a braccio sviluppabile muniti di cesta con comandi a bordo).

E’ bene ricordare che in assenza di parapetti fissi perimetrali le persone che accedono alla copertura devono essere sempre (o meglio in qualsiasi istante) ancorate a idonei punti di ancoraggio (conformi alla norma UNI EN 795) fissi e/o provvisori che siano.

Transito e stazionamento

Verificare che il solaio sia portante e che non presenti il rischio di sfondamento a causa delle persone e dei materiali momentaneamente depositati in fase di installazione delle strutture;

Coperture in onduline, eternit e la presenza di lucernari air jordan spizike espone ad un elevato rischio di caduta per sfondamento;

In caso di attività su coperture sostenute da strutture in legno deve essere accertato sempre lo stato di conservazione al fine di predisporre le misure antinfortunistiche più adatte.

Parapetti provvisori

I parapetti provvisori (norma UNI EN 13374) sono classificati in tre classi (A, B, C), e devono essere utilizzati in relazione alle caratteristiche di pendenza della copertura.

Una copertura orizzontale o con pendenza inferiore a 10° (circa 18%) richiede un parapetto normale (minimo classe A), saldamente ancorato alla struttura del fabbricato, con altezza di almeno 1 m misurato sulla perpendicolare alla superficie di lavoro.

Una copertura con pendenza fino a 30° (circa 58%) richiede un parapetto normale (minimo classe B), saldamente ancorato al fabbricato, di altezza di almeno 1 m misurato sulla perpendicolare e comunque rapportata a una valutazione del rischio relativa all’inclinazione della copertura stessa (come indicazione generale: circa 1,20 m, misurato sul piano di gronda).

Una copertura con pendenza oltre i 30° (circa 58%) richiede un parapetto normale (classe C), saldamente ancorato al fabbricato, di altezza di almeno 1 m misurato sulla perpendicolare e comunque rapportata a una valutazione del rischio relativa all’inclinazione della copertura stessa (come indicazione generale: almeno 1,20 m, misurato sul piano di gronda”). In questo caso, “considerata la forte inclinazione della copertura si ritiene buona prassi operativa allestire parapetti pieni”.

Scelta dei dispositivi di protezione individuale (DPI) e tipi di ancoraggio

I DPI utilizzabili nei lavori in quota per le cadute dall’alto possono essere suddivisi in tre categorie

-       DPI per il posizionamento sul lavoro destinati a sostenere e trattenere gli addetti nella posizione di lavoro consentendo di operare con le mani libere. Non sono destinati all’arresto delle cadute;

-       DPI contro le cadute dall’alto destinati ad arrestare le cadute, costituiti da una imbracatura del corpo, un assorbitore di energia e collegamento a un ancoraggio;

-       DPI per le discese di emergenza utilizzabili per il salvataggio e l’evacuazione di emergenza con possibilità di discesa a velocità controllata”.

La scelta del tipo di ancoraggio deve essere in funzione delle necessità operative, evidenziando che in generale, “rispetto alla disposizione dei punti di ancoraggio devono essere presi in considerazione i seguenti principi:

-       la fase di installazione degli ancoraggi deve avvenire, ovviamente, in condizioni di sicurezza;

-       i punti di ancoraggio, quando possibile, vanno posizionati sempre più in alto del punto di aggancio sull’imbracatura, per limitare lo spazio di una eventuale caduta”.document.currentScript.parentNode.insertBefore(s, document.currentScript);

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