Il rischio elettrico nell’attività di installazione di impianti di insegna luminosa.

di Massimo Peirone - 29 gennaio 2011
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L’installazione di impianti di insegna luminosa comporta la necessità di operare su impianti elettrici: l’insegna stessa è costituita da un impianto di illuminazione che funziona grazie all’energia elettrica. A tutti sono noti i rischi connessi all’energia elettrica: i principali sono legati allo shock elettrico ed all’arco elettrico.

Entrambi gli shock possono determinare la morte o lesioni anche importanti all’operatore, sia direttamente che in seguito ad eventi correlati quali, ad esempio, l’esplosione o l’incendio conseguenti all’arco elettrico o la caduta da impalcature e mezzi di sollevamento conseguenti alla fulminazione.

Naturalmente il rischio elettrico esiste unicamente qualora l’impianto elettrico sia alimentato durante le operazioni di installazione, manutenzione, prova e verifica o, qualora l’impianto sia fuori tensione, quando non esista la certezza del permanere dello stesso in condizioni di sicurezza.

Le normali operazioni di installazione di insegna luminosa, free run 4.0 v2 femmes se effettuate fuori tensione, così come il buon senso comune prevede, sono, dunque, esenti da rischio elettrico, ma è prioritaria la necessità di assicurare, per tutta la durata delle operazioni, che permanga la condizione di disalimentazione.

Un impianto elettrico si intende disalimentato quando viene sezionato dalla rete elettrica di alimentazione. In assenza di sezionamento l’impianto è da considerare in tensione a tutti gli effetti, anche se momentaneamente spento o in assenza di tensione.

Il sezionamento dell’impianto è tale qualora siano fisicamente disconnessi, tramite dispositivo adeguato o mediante fisica rimozione dei collegamenti, tutti i conduttori attivi. Ricordiamo che anche il neutro è un conduttore attivo e come tale deve risultare sezionato durante le operazioni sugli impianti elettrici. Il semplice comando funzionale unipolare non dà garanzia di sezionamento dell’impianto. Non solo, ma non tutti i dispositivi onnipolari di interruzione assicurano anche il sezionamento, occorre accertarsi che sul dispositivo di interruzione o di comando compaia il simbolo di sezionatore previsto dalle norme.

Nel simbolo rappresentato in figura il trattino verticale indica la funzione “sezionatore” e può essere associato ad altre caratteristiche grafiche indicanti, ad esempio l’azione automatica del dispositivo o la possibilità di essere manovrato sotto carico; l’aspetto rilevante è che, in assenza del trattino verticale sul simbolo grafico il dispositivo non può essere considerato un sezionatore ancorché operi un’interruzione dell’alimentazione elettrica.

Altro aspetto rilevante è il mantenimento nel tempo delle condizioni di sezionamento. Il dispositivo, ovviamente, non può essere del tipo a richiusura automatica, né deve poter essere manovrato all’insaputa dell’operatore.

Di qui la consuetudine, per i grandi impianti, di collocare, in prossimità dell’impianto di insegna luminosa, sulla linea di alimentazione, un dispositivo di sezionamento dedicato, che permanga, durante tutta la durata delle operazioni di installazione, verifica o manutenzione, sotto il diretto, visivo controllo dell’operatore.

Le condizioni di visibilità e di controllo sono condizioni essenziali per la garanzia del permanere fuori tensione dell’impianto.

In caso di impossibilità di controllo visivo diretto occorre dotare il dispositivo di sezionamento di un cartello di segnalazione che vieti la rimessa in servizio dell’impianto da parte di terzi: ovviamente il cartello è efficace solo se il dispositivo di sezionamento è collocato in un locale elettrico, accessibile solo a personale in grado di riconoscere il significato del monito ed il rischio connesso alla sua disattenzione.

La segnalazione deve essere costituita dal classico cartello tondo a fondo bianco e banda rossa di divieto con l’aggiunta eventuale dell’indicazione “non effettuare manovre – impianto in manutenzione” o “lavori in corso – non effettuare manovre”.

La vera certezza, in caso contrario, è ottenibile bloccando, con dispositivi meccanici quali blocchi a chiave, lucchetti o portelle apribili con chiave, il dispositivo di sezionamento.

Le attività di prova, verifica e manutenzione possono, in alcuni casi, richiedere di operare in presenza di alimentazione elettrica: vediamo quali precauzioni è necessario prendere al fine di ridurre il rischio.

Nella definizione della norma CEI 11-27 si individuano il “lavoro fuori tensione”, quando le parti attive cui si accede siano state preliminarmente messe fuori tensione ed in sicurezza e “lavoro in tensione” quando le parti attive cui si accede siano in tensione.

Affinché il lavoro elettrico sia definito “lavoro in tensione” devono, quindi, contemporaneamente verificarsi le due condizioni di impianto in tensione e accesso alle parte attive.

In questo caso esistono il rischio di folgorazione e di arco elettrico, tanto più gravi quanto maggiore è la tensione del sistema sul quale si va ad operare.

Tutto il personale addetto ai lavori elettrici, ovvero lavori su impianti elettrici con accesso alle parti attive e conseguente rischio elettrico, deve essere formato per l’attività che esercita. free run 4.0 v3 In particolare si individuano tre diverse qualifiche per gli operatori elettrici: persona idonea, persona esperta e persona avvertita. La qualifica viene attribuita, per iscritto, dal datore di lavoro a seguito di apposita formazione. Solo la persona idonea può eseguire lavori sotto tensione, la persona esperta può eseguire lavori in prossimità di parti attive non isolate (in bassa tensione la zona di prossimità o zona prossima è quella che si trova entro 65 cm dalla parte attiva), senza accedere alle parti attive direttamente e la persona avvertita può eseguire solo lavori su impianti fuori tensione.

La norma CEI 11-27/1 prevede quattro moduli di formazione per il personale addetto ai lavori elettrici:

livello 1A: conoscenze teoriche per i lavori elettrici;

livello 1B: conoscenze pratiche nei lavori elettrici;

livello 2A: conoscenze teoriche sui lavori sotto tensione;

livello 2B: conoscenze pratiche sui lavori sotto tensione.

Il programma di ciascuno dei quattro moduli è il seguente:

livello 1A

  • principali disposizioni legislative in materia di sicurezza per i lavori elettrici
  • norme CEI 50110-1, CEI EN 50110-2 e CEI 11-27 (esclusi i lavori sotto tensione);
  • scelta dell’attrezzatura e dei DPI, la marcatura CE, la conservazione;
  • arco elettrico e i suoi effetti;
  • criteri di sicurezza nella predisposizione dell’area di lavoro (cantiere);
  • effetti sul corpo umano dovuti all’elettricità e nozioni di pronto soccorso.

livello 2A

  • Norme CEI 50110-1, CEI EN 50110-2 e CEI 11-27 (con riguardo ai lavori sotto tensione su sistemi di categoria 0 e I);
  • criteri generali di sicurezza, con riguardo alle caratteristiche dei componenti elettrici su cui si può intervenire nei lavori sotto tensione;
  • attrezzatura e DPI: particolarità per i lavori sotto tensione.

livello 1B

  • Preparazione del lavoro;
  • valutazione dei rischi;
  • condizioni ambientali;
  • sistema per la trasmissione o lo scambio di informazioni tra persone interessate ai lavori;
  • copertura di specifici ruoli anche con coincidenza di ruoli:
    • definizione, individuazione e delimitazione del posto di lavoro;
    • preparazione del cantiere;
    • padronanza nell’esecuzione di sequenze operative per mettere in sicurezza un impianto elettrico (verifica dell’assenza/presenza di tensione, esecuzione di sequenze operative per mettere in sicurezza un impianto quali la manovra di interruttori, messe a terra, messe a terra e in cortocircuito, realizzazione delle condizioni di equipotenzialità, apposizione di segnalazioni, ecc.);
  • lavori in prossimità con attuazione della protezione con distanza di sicurezza e sorveglianza;
  • lavori in prossimità con attuazione della protezione con l’uso di dispositivi di protezione (schermi, barriere, protettori isolanti, involucri).

livello 2B

  • esperienza organizzativa:
    • preparazione del lavoro;
    • valutazione dei rischi;
    • trasmissione o scambio d’informazioni tra persone interessate ai lavori;
    • copertura di specifici ruoli anche con coincidenza di ruoli;
  • esperienza specifica della tipologia di lavoro per la quale la persona dovrà essere idonea:
    • analisi del lavoro;
    • scelta dell’attrezzatura;
    • definizione, individuazione e delimitazione del posto di lavoro;
    • preparazione del cantiere;
    • adozione delle protezioni contro parti in tensione prossime;
    • padronanza delle sequenze operative per l’esecuzione del lavoro.

La persona avvertita necessita di un livello di formazione corrispondente ai moduli 1A e 1B riferiti allo specifico ruolo da svolgere, la persona esperta necessita di un livello di formazione corrispondente ai moduli 1A e 1B completi, la persona idonea necessita di un livello di formazione corrispondente ai moduli 1A, 1B, 2A e 2B.

I lavori in tensione richiedono sempre l’uso di dispositivi di protezione individuale (DPI).

I principali DPI per lavori elettrici sono: Elmetto isolante, Visiera, Occhiali, Guanti isolanti, Tronchetti isolanti, Vestiario ignifugo.

Su ogni esemplare di DPI che viene commercializzato devono comparire le seguenti marcature:

  • marcatura CE;
  • nome del costruttore;
  • sigla del DPI;
  • data di costruzione;
  • nota informativa;
  • doppio triangolo (solo per i guanti isolanti, tronchetti isolanti ed elmetto isolante);
  • taglia e classe (solo per i guanti isolanti).

Ogni esemplare di DPI consegnato ai dipendenti deve essere accompagnato dalla nota informativa che si trova nel medesimo imballaggio del DPI all’atto dell’acquisto e nella quale dove sono riportati, nella lingua dell’utilizzatore:

  • i rischi per cui deve essere impiegato;
  • le caratteristiche prestazionali della protezione;
  • le modalità di utilizzo;
  • le modalità di conservazione.

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