Lo Statuto delle imprese

di Elena Zanconti - 21 novembre 2011
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Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 14 novembre 2011, n. 265 è entrata in vigore la Legge 11 novembre 2011, n. 180. Con questo provvedimento il nostro legislatore ha introdotto in Italia lo Statuto giuridico delle micro, piccole e medie imprese, dando attuazione per primo in ambito UE alle indicazioni contenute nello Small Business Act (la Carta europea dei diritti per le PMI) adottato a livello comunitario con la direttiva del Presidente del Consiglio 4 maggio 2010.

Tra i principi che concorrono a definire lo Statuto delle imprese spiccano la libertà di associazione tra imprese, la libertà di iniziativa economica e concorrenza, la semplificazione burocratica, la progressiva riduzione degli oneri amministrativi a carico delle imprese e il diritto delle imprese all’accesso al credito informato, corretto e non vessatorio.

Tra le novità principali: obbligo per Stato, Regioni ed enti locali di valutare preventivamente l’impatto sulle PMI di norme e regolamenti, che dovranno d’ora in avanti rispettare i criteri di proporzionalità e gradualità (in base alle dimensioni, al numero di addetti e al settore merceologico, le PMI avranno tempi di adeguamento più lunghi e adempimenti minori), procedure semplificate per le PMI per l’accesso agli appalti pubblici (sono innalzate, tra l’altro, le soglie per l’affidamento degli incarichi di progettazione senza bando di gara e sono preferite le associazioni temporanee d’imprese, le forme consortili e le reti di impresa), obbligo per il Governo di recepire entro un anno la direttiva europea 2011/7/UE sulla lotta ai ritardi nei pagamenti (che fissa il termine di 30 giorni per i pagamenti di merci e servizi forniti dalle imprese alle PA e di 60 giorni per i pagamenti tra privati), potere dell’Autorità Garante della concorrenza di irrogare sanzioni per i comportamenti illeciti messi in atto da grandi imprese, proroga della delega per il riordino degli incentivi alle PMI.

Il provvedimento prevede anche l’istituzione del Garante per le micro, piccole e medie imprese, con la finalità, fra l’altro, di monitorare l’impatto dell’attività normativa, anche di Governo e regioni, e dei provvedimenti amministrativi sulle imprese.

Altro strumento importante introdotto a favore delle imprese è la legittimazione ad agire delle associazioni, che potranno proporre azioni in giudizio sia a tutela di interessi relativi alla generalità dei soggetti appartenenti alla categoria professionale, sia a tutela di interessi omogenei relativi solo ad alcuni soggetti. In più le associazioni di categoria maggiormente rappresentative a livello nazionale, regionale e provinciale saranno legittimate ad impugnare gli atti amministrativi lesivi degli interessi diffusi.

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